20/01/2021

SOLIDARIETA’

Ecco l’impresa sociale che ha l’obiettivo di sviluppare progetti di welfare con la comunità locale

Abilo è nata a fine 2020 nell’incubatore di Zico

Ecco l’impresa sociale che ha l’obiettivo di sviluppare progetti di welfare con la comunità locale

ROVIGO - Si chiama Abilo, l’impresa sociale nata a fine 2020 nell’incubatore di Zico, con l’obiettivo di sviluppare progetti di welfare con la comunità locale. Il primo passo, già avviato ufficialmente in questi giorni, è la gestione di due strutture per persone con disabilità a Rovigo, in cui sviluppare esperienze di autonomia e vita indipendente, anche legandosi al tema del ‘Dopo di noi’.

“Crediamo che sia importante investire in una dimensione di welfare generativo, in cui progetti ed energie nascono dalla comunità e sono finalizzati al benessere stesso della comunità e di ogni persona che vi abita”, spiega il presidente di Abilo, Giuseppe Greco, che per quarant’anni ha svolto la professione di medico di famiglia nel padovano, ricoprendo ruoli di rilievo nella medicina generale e in progetti di sviluppo delle cure primarie, da sempre attivo sui temi che riguardano le persone disabili.

Abilo si propone infatti di affrontare sfide chiave sui diritti, l’autonomia e il futuro delle persone con disabilità, dei loro familiari e della comunità in cui vivono: “Vorremmo creare un ambiente dove le persone con disabilità possano godere del diritto alla vita adulta autonoma - continua Greco - Pensiamo all’abitare come ad un abito su misura, perché c’è una soluzione ad ogni specifico bisogno di residenzialità”.

Partendo da questa finalità, Abilo da inizio anno è subentrata nella gestione delle due strutture residenziali per persone disabili di via Bramante a Rovigo, la comunità alloggio “Il Diamante” e il gruppo appartamento “Il Rubino”: “Abbiamo ricevuto il testimone di queste due preziose realtà - continua Greco - che sono state fondate da una persona che ha fatto tanto in Polesine per i diritti e i servizi dedicati alle persone disabili, Tullio Areggi, purtroppo scomparso nel luglio scorso. Da qui vorremmo partire per sviluppare questa nostra proposta di supporto all'abitare, rendendo le persone disabili protagoniste, con le loro famiglie, di percorsi di autonomia e vita indipendente e lavorando assieme ed in rete sul gran de tema del ‘dopo di noi’”.

Parlare di "Dopo di noi" significa immaginare e progettare il futuro delle persone con disabilità, una volta rimaste prive del supporto dei genitori. Non limitandosi a forme di assistenza, ma sostenendole nello sviluppo di capacità e nella costruzione di una propria vita il più possibile autonoma.

Le due strutture, finora gestite dalla cooperativa L’0ra del Bradipo in collaborazione con il gruppo Città Senza barriere, possono accogliere dieci ospiti in comunità e attivare percorsi di housing supportato per otto persone nelle due abitazioni. E' stata mantenuta la continuità nel lavoro di cura del personale che già vi opera: gli educatori e gli operatori socio sanitari, lo psicologo, l'infermiere e gli altri addetti che formano l'equipe con le responsabili delle strutture, Maria Grazia Meggiorin e Anna Paola Meggiorin.

“Accanto a loro Abilo porta nuove energie progettuali, una rinnovata attenzione sui temi della salute e la forte intenzione di coinvolgere il territorio, sviluppando reti e mettendosi a disposizione della comunità e delle persone che hanno una disabilità e sono interessate a creare con noi un progetto di residenzialità o di vita indipendente", conclude Greco.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito internet www.abilo.org.

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