16/05/2021

IL PARERE

"Denunciamo la situazione drammatica e la strage degli innocenti nelle case di riposo e non solo"

Le parole di Rifondazione Comunista polesana

"Non paga". Vogliono dimettere una malata di 89 anni. Stop del sindaco

Rilanciamo il documento di rifondazione comunista diffuso nel flash mob il 19 dicembre davanti casa Serena - Iras Rovigo per denunciare la situazione drammatica e la strage degli innocenti nelle case di riposo e non solo.
Come partito già il 12 dicembre con una mobilitazione nazionale e a Venezia davanti agli uffici della regione veneto avevamo chiesto misure più restrittive.
Se tutto ciò accade ci sono delle responsabilità ben precise, siamo rimasti troppo a lungo in zona gialla, il contaggio è dilagato
Sono stati dichiarati 1000 posti letto di terapia intensiva non reali ma sulla carta.
Troppo tardi sono state prese misure più restrittive. Zaia e la sua giunta sono responsabili di questa situazione hanno guardato più ai portafogli che alla salute dei cittadini.
Rinnoviamo la nostra richiesta di dimissioni di Zaia.
Anche in Polesine pesano come una montagna i morti, da febbraio ad oggi siamo arrivati a 255 di cui 125 nelle rsa, ben 142 nel mese di dicembre.
Serve un'inchiesta ben precisa sulla gestione disastrosa della pandemia nel veneto come sulla privatizzazione della sanità che come partito con dati incontestabili abbiamo sempre denunciato.
RSA così non va???
Siamo alla seconda ondata della pandemia e la situazione è peggiorata.
Le RSA sono di nuovo il punto delicato del sistema sia per gli ospiti che per chi vi lavora.
La promiscuità dei reparti con presenza di positivi e negativi al Covid ed il personale, sempre in grave carenza e costretto a seguire entrambi i settori non sempre protetto dagli indispensabili dispositivi, ha determinato l'estensione del contagio.
In questa situazione la proposta di ZAIA di pagare con 35 euro l'ora la prestazione straordinaria di personale che, in maniera volontaria, si offre di andare nelle case di riposo dopo il proprio turno di lavoro, è in piena violazione della normativa europea che prevede almeno 11 ore di riposo tra un turno e l'altro ed è offensiva per chi già lavora nelle RSA dove ha acquisito professionalità e competenza ed ora si vede sostituito da personale meno esperto e meglio pagato.
Così non va, serve un deciso cambio di rotta perché questo è il risultato della politica dei tagli allo stato sociale perseguita negli ultimi anni.
La pandemia ha dimostrato che è il SSN a dover essere ripensato e riprogrammato a partire dalle strutture di prevenzione e dai presidi territoriali.
Pertanto:
• servono, da subito, misure urgenti e più restrittive per il contenimento del contagio;
• basta al balletto delle responsabilità tra Governo e Presidente di Regione;
• occorre un no deciso all'autonomia differenziata;
• il pareggio di bilancio nella sanità non è più sostenibile. La pandemia in corso ha dimostrato che l’unica maniera efficace per garantire a tutti il diritto alla salute sta nell'efficienza della sanità pubblica;
• servono investimenti per le assunzioni in modo da adeguare gli organici agli standard europei;
• è necessario promuovere continui corsi di formazione per operatori sociosanitari e, nelle università, bisogna abolire il numero chiuso per tutte le professioni sanitarie;
• occorre ritornare al disposto della legge 833 con il superamento della divisione tra il sociale ed il sanitario e le RSA devono rientrare, a pieno titolo, nella gestione delle ULSS (Unità Locali Socio-Sanitarie). Al loro personale va applicato il contratto della sanità perché svolge, a tutti gli effetti, attività proprie di questo settore;
• il rapporto ospite/personale va adeguato alla situazione modificatasi negli anni con l’aumento dell'aspettativa di vita e conseguente moltiplicata presenza di pluripatologie negli ospiti da cui deriva l'evidente maggiore complessità assistenziale
• serve rafforzare la presenza sul territorio dei medici di medicina generale e sviluppare l’assistenza domiciliare anche per le persone sole.
Non cogliere il messaggio più vero della pandemia è da irresponsabili e, a questo punto, le parole sono inutili. Servono i fatti.

Rifondazione Comunista polesana

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