04/08/2021

IL PARERE

"La riforma del MES ha evidenziato ancora di più l’opportunismo personale e la totale inadeguatezza di questo esecutivo"

Le parole di Mattia Maniezzo, ItalExit Rovigo

"Per noi la cosa più importante è sempre stata la cultura"

Mattia Maniezzo, ItalExit Rovigo

11/12/2020 - 16:29

Chi bontà sua segue la politica italiana ricorderà che nel programma elettorale per le elezioni politiche di una parte ora in maggioranza parlamentare era contemplato il seguente punto (testualmente): “Il M5S si opporrà in ogni modo a tutti quei ricatti dei mercati e della finanza travestiti da “riforme”. In particolare si impegnerà allo smantellamento del MES (Fondo salva Stati)”.
Il 9 dicembre si è consumato un tradimento senza precedenti con conseguenze gravissime per la società e l’economia italiana.
L’approvata riforma del MES nulla ha a che vedere con il MES cosiddetto “sanitario”, si è trattato di riformare la modalità di accesso ai finanziamenti nel caso un Paese per varie ragioni ne chieda l’accesso.
Per prima cosa si dividono gli Stati in due categorie, chi ha i conti in regola e chi invece i conti in regola non ha.
Facile immaginare in quale categoria rientra l'Italia.
I Paesi con i conti in ordine se dovessero accedere al MES non troverebbero condizionalità particolari, per gli altri invece, ci sarebbero condizionalità stringenti (prestiti privilegiati) ma la cosa che più ripugna e preoccupa profondamente è che l’eventuale richiesta di accedere ai fondi MES è condizionata ad una preventiva ristrutturazione del debito pubblico.
Questo significherebbe che l’Italia nel caso dovesse accedere ai fondi del MES come prima cosa dovrebbe annunciare pubblicamente che procederà alla ristrutturazione del debito.
Significa in sostanza mettere in dubbio la fiducia dei risparmiatori italiani e stranieri.
Le banche i cui bilanci sono zeppi di titoli di Stato si troverebbero immediatamente in difficoltà perché non saprebbero quale valore attribuire ai titoli posseduti con la concreta possibilità di perdite di esercizio colossali.
Chi avesse affidato ad un fondo comune o assicurazione i risparmi per garantirsi una pensione si sentirebbe tradito non dal gestore dei fondi ma dallo Stato italiano.
Il lettore che crede che quanto sopra sia bastevole per definire l’immane disastro che si avrebbe con la semplice dichiarazione di ristrutturazione del debito pubblico italiano si sbaglia, c’è di peggio.
Tutto il Personale del MES (160 burocrati) gode della totale indipendenza ed immunità, nessuna Magistratura, di nessun Paese, per ragioni attinenti l’attività del MES potrà mai inquisirli e tanto meno perseguirli.
Il punto 10 del Preambolo per la modifica del Mes prevede che Commissione Europea e la BCE NON potranno prendere nessuna decisione senza l’assenso del MES.
Questo significa che il MES con l’approvata riforma è arbitro unico ed inappellabile della sostenibilità del debito pubblico italiano e non il mercato nazionale, internazionale o la fiducia dei risparmiatori.
Per ultimo in ordine occorre chiedersi se con la riforma del MES i risparmi degli italiani siano ancora sicuri e garantiti dalla Costituzione o sottomessi alla potestà di un Ente straniero, sovra nazionale, giuridicamente indipendente ed inappellabile.
Chi ha votato la riforma del MES non si affanni nella inutile giustificazione che ciò è stato fatto nell’esclusivo interesse dello Stato, oltre alla inqualificabile tradimento, non offenda l’intelligenza di un intero popolo.

La riforma del MES ha ancora una volta in più evidenziato l’opportunismo personale e la totale inadeguatezza di questo esecutivo, prono ai diktat europei nell'esclusivo non interesse nazionale.
Opponiamoci a tutto questo, ITALEXIT è la sola soluzione.

Mattia Maniezzo
ItalExit Rovigo

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