28/09/2021

IL COMMENTO

"A rischio migliaia di posti di lavoro", la preoccupazione del sindacato

L'intervento del segretario della Cisl Padova Rovigo, Samuel Scavazzin

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05/12/2020 - 19:54

Le preoccupazioni degli italiani messe in luce dall’ultimo rapporto Censis rispecchiano le contraddizioni e le criticità del sistema economico italiano e locale che la Cisl denuncia da tempo e che si sono rivelate particolarmente evidenti e pericolose a causa della pandemia. Preoccupa i numero di persone, prevalentemente giovani, che rinuncia a cercare lavoro perché scoraggiate dalle difficoltà del momento. In Italia sono 1.310.000. In Veneto (dati Veneto Lavoro) nel terzo trimestre di quest’anno sono aumentati del 27% rispetto al 2019 e sono 50mila.

Preoccupa il futuro di tutti quei cittadini che non sono né imprenditori, né professionisti e che non hanno un contratto a tempo indeterminato e non riescono ad accumulare risorse sufficienti per affrontare un lungo periodo di disoccupazione. Tra questi ci saranno le migliaia di italiani che secondo le previsioni del Censis perderanno il loro posto di lavoro nei prossimi anni: 10mila nel settore agricolo e 100mila nell’industria.

In Veneto la situazione non sarà migliore: le stime dell’Istat prevedono un crollo del Pil più pesante rispetto al resto del Paese, pari a -9,3 contro -9, anche se con una più consistente ripresa il prossimo anno. Infine ci preoccupano gli oltre 10mila lavoratori dipendenti che attendono il rinnovo del contratto di lavoro, ai quali a dicembre se ne aggiungeranno altri 400mila. La Cisl è impegnata, insieme alle altre Organizzazioni sindacali, per dare a tutti questi lavoratori una copertura contrattuale adeguata.

La ricerca del Censis ha messo anche in luce i limiti dell’impostazione assistenzialistica nel sostegno alla categorie più deboli. E’ indispensabile che i fondi europei siano indirizzanti verso la costruzione di un modello economico più equo e che anche a livello locale si avvii un dialogo con le Organizzazioni sindacali per un progetto che aiuti a superare i nodi irrisolti del nostro sistema produttivo aggravati dalla pandemia, come l’aumento delle disuguaglianze, la precarietà, la mancanza di prospettive per i giovani e la disparità tra uomini e donne.

Il rapporto ha dimostrato che le difficoltà per le giovani madri sono simili in tutto il Paese. Al Nord il tasso di occupazione delle donne tra i 25 e i 49 anni con figli sotto i 5 anni nel secondo trimestre 2019 era di 68,3, contro l’83% delle donne senza figli. Nel secondo trimestre di quest’anno i tassi di occupazione sono passati al 64,3 per le donne con figli piccoli e 80,8 per quelle senza figli. Percentuali diverse, ma con differenze analoghe nel resto d’Italia. E’ l’ennesima conferma che il confronto con le parti sociali è indispensabile non solo per programmare un nuovo modello produttivo, ma anche strumenti di welfare innovativi che diano risposte durevoli e vantaggiose per i lavoratori e per tutto il sistema economico.

Segretario generale della Cisl Padova Rovigo
Samuel Scavazzin

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