02/12/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

“Solidarietà ai medici di base, no ad accuse generiche e liste di proscrizione"

È quanto affermano i consiglieri del Partito Democratico Zottis, Montanariello e Bigon

Studio medico fatiscente, pazienti con i cappotti

VENETO - “In una situazione di piena emergenza servono dialogo e collaborazione, non liste di proscrizione e caccia alle streghe. Piena solidarietà ai medici di famiglia, che dall’inizio della pandemia non hanno mai smesso di assistere i propri pazienti, talvolta senza neanche i necessari dispositivi di sicurezza e rischiando di contagiarsi: prendersela con loro è totalmente sbagliato”. È quanto affermano i consiglieri del Partito Democratico Francesca Zottis, Jonatan Montanariello e Anna Maria Bigon, vicepresidente della commissione Sanità - a proposito della disposizione del Comitato di crisi Covid-19 della Regione con cui si chiede ai direttori generali delle Ulss di segnalare i medici di famiglia che inviano i pazienti ‘con febbre alta ma sintomi respiratori minori’ ai Pronto soccorso, senza averli visitati.

Per contrastare la diffusione della pandemia dobbiamo cercare soluzioni insieme, non capri espiatori. Fino a pochi mesi fa erano considerati degli eroi, si diceva che i dati migliori del Veneto rispetto ad altre regioni dipendevano dalla tenuta delle medicine territoriali -ricordano i tre esponenti democratici - Adesso, invece, rischia di passare il messaggio che siano degli ‘imboscati’ e facciano lo scaricabarile, dirottando altrove i pazienti. In realtà la gran parte dei positivi si trova nella propria abitazione e l’evoluzione viene seguita dai medici di base che però, nonostante gli annunci, aspettano ancora i dispositivi di protezione e i saturimetri per effettuare le visite domiciliari in totale sicurezza, così come un’adeguata diagnostica ambulatoriale in modo da poter ridurre il carico sulle strutture ospedaliere. Su tutto questo c’è un forte ritardo e le responsabilità non sono certo dei medici”.

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