03/12/2020

IL PARERE

Riforme urgenti: “Più equità nel sistema pensionistico”

Il commento di Samuel Scavazzin, Segretario generale della Cisl Padova Rovigo

cisl camper screening mercato 7

«Un errore da non ripetere rispetto al momento più acuto della crisi pandemica, è quello di inseguire l’emergenza senza programmare interventi di politica economica che consentano a tutti i cittadini di affrontare la fine di questo periodo critico senza scontarne le conseguenze in termini di disuguaglianze, precarietà, insicurezza. Abbiamo trovato condivisibili alcune delle scelte fatte dal governo con la recente manovra economica, ma altre e più coraggiose devono essere fatte. Tra queste, la riforma del sistema pensionistico prevista, nell’incontro con i sindacati di metà ottobre, per il 2021. La Cisl ha accolto positivamente la proroga dell'Ape sociale e di opzione donna, ma è necessario fare di più, soprattutto per colmare il gap pensionistico a danno delle donne confermato anche dal recente rapporto annuale “Inps tra emergenza e rilancio”. Secondo il rapporto, alla fine dello scorso anno in Italia c’erano 16.035.185 pensionati, di cui 7.709.425 uomini, con reddito medio lordo pari a 1.825 euro al mese, e 8.325.740 donne, con una pensione media di 1.321 euro. Gli importi medi aumentano, pur non diminuendo il gap, nelle regioni del Nord, sempre secondo il rapporto Inps, arrivando a 2.041 euro per gli uomini, e 1.419 euro per le donne.
La tendenza è confermata a livello comunale: secondo dati Istat, alla fine del 2018 le donne pensionate in provincia di Rovigo erano 37.598, con un importo medio annuale di 15.210, mentre la pensione media per i 33.806 pensionati maschi era di 20.043 euro. La differenza è ancora più evidente per chi ha chiesto di andare in pensione con “quota 100”. Secondo il rapporto Inps, si tratta di circa 229 mila domande (presentate entro la fine dello scorso anno), 150.253 delle quali accolte. Di queste, 36.872 donne e 113.381 uomini. In Veneto i pensionati con quota 100 sono 10.761, dei quali 8.105 uomini e 2.656 donne.
La proroga dell'Ape sociale e di opzione donna non è quindi sufficiente a sanare questa situazione. Per il superamento della sperimentazione di quota 100 è necessario prevedere, attraverso un tavolo di confronto tra ministero del lavoro e sindacati, diverse misure che garantiscano maggiore flessibilità in uscita. Per colmare almeno in parte il gap pensionistico è necessario definire strumenti per incrementare i livelli di occupazione femminile e portare più donne nel mercato del lavoro, puntando ad eliminare il lavoro nero, sommerso o precario, che condiziona l’anzianità contributiva per il calcolo della pensione soprattutto delle donne. Alcune di queste misure potrebbero essere inserite nel Recovery Plan per creare sviluppo e occupazione, ma molto si potrebbe fare anche a livello regionale.
L’urgenza delle decisioni deriva anche da un altro, importante fattore: lo scorso luglio, la Cgia di Mestre ha reso noto che a livello nazionale già da maggio gli assegni stanziati alle persone in quiescenza avevano superato il numero di occupati. In Veneto, come nelle altre regioni del Nord eccetto la Liguria, il saldo è ancora positivo, con 2.139.000 occupati e 1.772.000 pensionati. Fa eccezione la sola provincia di Rovigo, dove i pensionati, pari a 103mila persone, superano i 98mila occupati.
Il costante calo delle nascite, il progressivo invecchiamento della popolazione, la carenza di strumenti di armonizzazione vita-lavoro non più intesi come mere politiche di genere, l’avanzare della precarizzazione e il gender gap a livello sia professionale che pensionistico sono le sfide sulle quali bisognerà puntare per la ricostruzione di questo Paese e del nostro territorio, una volta superato questo delicato e difficile momento storico».

Samuel Scavazzin

Segretario generale della Cisl Padova Rovigo

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Notizie più lette