03/12/2020

IL PARERE

"Il tampone è uno strumento di rilevazione, non è la cura"

Il commento di Vanni Destro, rappresentante del Comitato per l'art.32

La buona notizia: i nostri medici e infermieri stanno bene. Tamponi negativi

Un tampone per coronavirus

Qualche giorno fa, il 20 di ottobre, il professor Crisanti sosteneva che oltre i 10, 12mila casi la tracciabilità post tampone era impossibile.
Ormai quotidianamente i contagi sono ben oltre tali numeri e, di conseguenza, ogni tracciabilità, quella suggerita dal "metodo Vò", è andata a farsi benedire.
Tamponi, tamponi, tamponi è la parola d'ordine, senza pensare al dopo.
Non è neppure più importante chi li esegua o dove si eseguano, se vi siano competenze o protocolli certi, se vi siano strutture in cui si possano eseguire in sicurezza.
Forse si mira a spingere verso l'autotamponanento come fosse un test di gravidanza da acquistare in farmacia ed eseguire comodamente nel bagno di casa?
Zaia ormai sembra agire come quello che si alza il mattino e la spara li senza preoccuparsi delle implicazioni, del contesto.
Ha imparato la lezioncina e la applica pedissequamente al micro e al macro perchè quello sa fare.
Ieri i medici di base, oggi i veterinari, domani forse i dentisti o i farmacisti, ma ha senso se non vi è un contesto adeguato o sicuro per esguire la procedura di tamponamento senza rischi di contaminazione dei tamponi o delle persone?
Leggevo che solo il 20% dei medici di base sarebbe nelle condizioni di eseguire l'operazione garantendo prevenzione e protezione a se stessi ai propri collaboratori e all'utenza, immagino che per i veterinari sia ancora più complesso.
Serve davvero insistere o si rischia uno shock da stress nell'organizzazione sanitaria già duramente provata?
Se si punta a battere un record da Guinnes dei primati allora si continui pure, ma se si vuol dare uno strumento efficace al sistema sanitario per affrontare il covid senza costringerlo a mettere tutto il resto dei bisogni sanitari in secondo piano, allora si proceda con più raziocinio e minor demagogia.
Il tampone è uno strumento di rilevazione, non è la cura.
Svuotato in parte delle potenzialità che offre su scala ridotta ed in situazioni circoscritte, magari diventa pure controproducente.
Serve equilibrio.

Per il Comitato per l'art.32,
sanità e sociale del Polesine
Vanni Destro

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