29/11/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

"Siamo vicini al livello in cui si dovrà ridurre le attività ordinarie negli ospedali"

Compostella: "Se dovessimo arrivarci, l'attività legata ai pazienti ocologici sarà sempre salvaguardata"

“Vada a casa e cammini”, ma il piede è ancora rotto

Ospedale di Rovigo

ROVIGO - A oggi i ricoverati per coronavirus in Polesine sono 44, con un aumento di 6 in meno di 24 ore. 7 i ricoveri in Malattie Infettive, 2 in Ostetricia, 1 in Rianimazione a Rovigo (sarà spostato in Rianimazione a Trecenta); 27 persone in area medica Covid e 6 in Terapia intensiva. "Un totale di 44 ricoverati è un dato importante - ha detto Compostella - Mano a mano che cresce il numero di posti letto in area Covid, è chiaro che dobbiamo dedicare il personale necessario a seguire questo numero crescente di pazienti; e l'attività di assistenza a un positivo è molto più complessa e richiede più tempo di quella per un paziente non Covid. Non fosse altro per il fatto che servono vari dispositivi di difesa, per cui i turni sono di durata minore e quindi servono più persone".

"Questo personale viene chiaramente recuperato dagli altri reparti ospedalieri - ha proseguito nella propria spiegazione il direttore generale - Il problema sta nel fatto che non è facile trovare altre persone da assumere. Noi siamo quotidianamente alla ricerca di medici, infermieri e oss, ma non li troviamo. E' un problema che vale per noi come varie altre azienda sanitarie". Il progressivo depauperamento del Servizio sanitario nazionale, unito alle pesanti carenze negli organici aziendali, stanno quindi presentando, infine, il conto.

"Siamo vicini a quel livello raggiunto il quale dovremo ridurre le attività ordinarie negli ospedali - ha avvertito Compostella - Ci siamo vicini, speriamo di non doverlo fare. Se ricordate, a marzo e aprile era stata drasticamente ridotta l'attività ordinaria, compresi gli interventi chirurgici non urgenti, ricoveri programmati, l'attività specialistica non urgente. Mi auguro non arriveremo a questo. Al momento, l'attività prosegue normalmente, ma il rischio esiste. Anche se dovessimo arrivare a questo, sottolineo subito che le urgenze, l'attività legata ai pazienti ocologici, saranno sempre salvaguardate".

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