27/11/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

Agenzie viaggi: in lockdown da febbraio, nonostante siano aperte

Con la chiusura dei confini europei, poi la chiusura totale, la parziale riapertura e le raccomandazioni "state nei vostri comuni più che potete", non c’è voglia di viaggiare che tenga

Agenzie viaggio in ginocchio: "Per noi, nessun ristoro"

ROVIGO - Vendono sogni, paesi esotici, libertà, svago e relax. Ma le agenzie di viaggi, nonostante siano aperte, sono il lockdown da febbraio scorso. Con la chiusura dei confini europei, poi la chiusura totale, la parziale riapertura in estate e l’ultima raccomandazione "state nei vostri comuni più che potete", non c’è voglia di viaggiare che tenga.

Eppure Elisa Forno e Daniela Lonetto, dell’agenzia Vivere e Viaggiare di Rovigo, sono aperte, ogni giorno, in attesa di un cliente, o anche solo per non mollare. Daniela, che da piccola aveva la passione per i viaggi e da 10 anni ne ha fatto il proprio lavoro, è seduta alla sua postazione come una vera eroina. Negli scaffali non ci sono cataloghi, ma dietro di lei c’è un mondo a tutta parete, che prima o poi si vorrà tornare ad esplorare.

"A noi non ci ha considerati nessuno - dice senza rabbia Daniela, ma con grande rammarico - Siamo stati chiusi fino a maggio, anche se abbiamo lavorato da casa per la gestione di voucher, dei rimborsi e per far tornare le persone dall’estero. In estate abbiamo aperto per quel poco di Italia che si è potuto vendere. Un piccolo respiro tra luglio e agosto. Ora speravamo di poter continuare con le sagre, i mercatini eccetera. Ma hanno chiuso nuovamente tutto. Manca l’oggetto della nostra attività. Non ci hanno chiusi, ma è come tenere un supermercato aperto senza derrate alimentari".

Il danno per agenzie come quella di Daniela ed Elisa è doppio: "Nessun ristoro per il nostro codice Ateco. Infatti gli aiuti sono arrivati solo per tre codici Ateco sui dieci che trattano viaggi e per il nostro no. Non abbiamo potuto usufruire die fondi perduti, e i 600 euro arrivati sono terminati subito".

Le agenzie viaggi messe come Vivere e Viaggiare sono tante anche a Rovigo, dove ci sono studi che aprono solo alla mattina e altri che praticamente hanno deciso di chiudere i battenti. "Noi rimaniamo aperte tutto il giorno, ci diamo i turni con la mia collega. Ma psicologicamente siamo chiuse. Sono tanti i mesi in cui non abbiamo lavorato e gli altri in cui abbiamo fatto poco. Ora entrano i marocchini per i traghetti verso il Marocco. Ma anche in questo caso, il Marocco chiede i tamponi eseguiti 72 ore prima del viaggio. Il viaggio dura più di 72 ore quindi non riusciamo a vendere nemmeno questi biglietti". Poi entrano gli africani: “Si stanno informando per i voli di Natale”.

"Il turismo è il 13% del nostro Pil, è stato azzerato, verso l’estero non si viaggia, ora è sconsigliato uscire dai propri comuni. Non campiamo all’eterno, parliamoci chiaro".

E conclude: "Teniamo botta, sperando nella riapertura e nel vaccino. Conosciamo tuttavia la piazza e le persone di Rovigo. In questo periodo di crisi viaggerà chi ha tanti soldi, chi fa fatica preferirà risparmiare, chi se la sentirà di investire nel viaggio, dopo una pandemia del genere? Ci rimane solo la speranza".

E lo dice, Daniela, con una tenerezza, che davvero, un giro del mondo in questo momento in cui il mondo è così irraggiungibile, si farebbe anche solo per ripagare lo sforzo e la tenacia suoi e della sua collega.

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