30/11/2020

ROVIGO

"Sono le prime misure restrittive, visto l’andamento del contagio anche in Polesine: anche se più contenuto è in crescita"

Le parole del prefetto Maddalena De Luca

“Al primo segnale, denunciate”

ROVIGO - "Sono le prime misure restrittive, visto l’andamento del contagio anche in Polesine, che seppure sia più contenuto per i numeri è un andamento in crescita". E’ prudente e non dice una parola in più, ma il prefetto di Rovigo Maddalena De Luca, lascia intendere che a queste misure ne seguiranno altre a livello governativo. E’ quanto si sta discutendo a livello nazionale, mentre per palazzo Salvadego-Strozzi e per il rappresentante del governo è già cominciata da lunedì la trafila di richieste per interpretare il Dpcm del 18 ottobre e per applicarlo alla realtà territoriale. Oggi, oltre al comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, a cui parteciperanno i rappresentanti dei comuni e il presidente della Provincia, rigorosamente in videoconferenza, come nei mesi più bui del lockdown, seguirà un’altra videoconferenza con i sindaci polesani per un confronto comune e per rispondere a tutti i dubbi.

"Le istanze più frequenti sono quelle relative alle attività congressuali - spiega il prefetto - attività fieristiche che sono a metà strada, non fiera, non congressi e che quindi vanno analizzate. Le riunioni della Pubblica amministrazione vengono svolte tutte in videoconferenza, anche i consigli e le riunioni assembleari degli organi elettivi. Nel settore privato la videoconferenza è fortemente raccomandata per evitare il contagio tra le persone".

Il tema delle zone rosse da chiudere verrà affrontato insieme al sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo e agli altri colleghi. "Se ci sono situazioni particolari verranno portate all’attenzione del comitato ordine e sicurezza pubblica e insieme si deciderà. Il sindaco emana un’ordinanza, in cui si dispongono misure di contenimento e successivamente si stabiliscono i servizi di controllo. Tuttavia non credo - posso sbagliarmi - che a Rovigo ci siano gli stessi problemi che a Napoli, a Bari o a Torino".

Il panorama che preoccupa in questo momento anche il prefetto è quello delle scuole. Con un istituto chiuso a Porto Tolle, e i casi che spuntano come funghi all’interno delle classi, occhi puntato sul settore anche da parte della prefettura.

"E’ un problema di carattere generale, che tocca anche il Polesine. Se fare didattica a distanza e lezioni scaglionate per evitare il contagio in classe, dipenderà molto dall’andamento del contagio dopo queste misure del 18 ottobre - dichiara il prefetto - Anche sul trasporto pubblico. In Polesine non ci sono forti criticità, ma non è escluso che se con le misure non si riesce a contenere il contagio, anche gli ingressi scaglionti a scuola, insieme all’aumento di qualche corsa potranno aiutare".

I controlli? "Sono già cominciati e saranno su tutto il territorio polesano. Verranno illustrate le modifiche con il decreto sulle nuove disposizioni e i nuovi orari, dopodiché partiremo con i controlli su bar, locali e piazze".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Notizie più lette