29/11/2020

SAN BELLINO/CASTELGUGLIELMO

"Allarme alloggi, lavoratori costretti a dormire nei sacchi a pelo"

La denuncia sulle ricadute di Amazon in Polesine

"Allarme alloggi, lavoratori costretti a dormire nei sacchi a pelo"

CASTELGLIEMO E SAN BELLINO - "Ad un mese dall’avvio dell’attività del sito Amazon in Polesine, stanno già emergendo nel Territorio  le problematiche che come Cgil avevamo anticipato ancora nell’autunno dell’anno scorso, forti dell’esperienza di altri Territori in Italia in cui si era già insediato un sito Amazon", comincia così la nota del segretario generale della Cgil di Rovigo, Pieralberto Colombo.

"Sono problematiche importanti che rischiano di avere concrete ricadute negative nella nostra Provincia e che, alla lunga, possono vanificare lo sforzo di far arrivare in Polesine un insediamento che produrrà in prospettiva centinaia di posti di lavoro. Il primo problema grave emerso è quello abitativo. La mancanza di alloggi già sta costringendo parecchi lavoratrici e lavoratori o a rinunciare al lavoro oppure, chi non si può permettere di rinunciare, a trovare soluzioni di fortuna  - poco dignitose ed inaccettabili - per non perdere l’opportunità lavorativa, non avendo un luogo dove dormire. Su questo problema anche come CGIL abbiamo visto parecchi lavoratori che ci chiedevano informazioni o aiuto. Sono già comparse le prime persone, in particolare in uno dei Comuni interessati, dormire nei sacchi a pelo! E’ evidente che tale criticità dimostra oggettivamente (insieme alla continua e pressante domanda aziendale, ancor oggi, di candidati alle agenzie di somministrazione incaricate delle selezioni)  che già da ora una quota non piccola di dipendenti arriva da fuori Provincia (ed il raggio si sta allargando) e deve perciò stabilirsi qui ed inoltre che esiste ancora una percentuale ampia di lavoratori assunti con contratti precari (di pochi mesi o con un monte ore garantito di 16 ore) che non è in grado pertanto di far fronte alle spese di affitto, anche laddove le abitazioni si trovino. Era quanto dicevamo da tempo come OOSS: al di là del numero degli assunti, decisivo rimane il tema della “qualità” del lavoro e dei contratti e, conseguentemente, come tutto il Territorio è in grado di affrontare le questioni correlate all’arrivo di un colosso di tali dimensioni che opera con un’organizzazione del lavoro che noi conoscevamo ed abbiamo cercato di spiegare".

"Accanto al problema abitativo ne emerge uno ulteriore in parte correlato. Chi arriva da fuori Provincia o Regione se anche riesce oggi a trovare alloggio, magari a vari km da San Bellino o Castelguglielmo, non dispone però di un mezzo di trasporto che gli consenta di andare al lavoro, in un sito che lavora sette giorni su sette anche con turni notturni. E  molto perciò si “scarica” solo sui due piccoli Comuni interessati perché chi non ha mezzo di trasporto cerca inevitabilmente alloggio in quei Comuni. IL Comune di San Bellino in particolare si sta adoperando per affrontare i vari problemi ma nessuno da solo ce la può fare. Affrontare e tentare di dare soluzioni a queste urgenti problematiche diventa perciò prioritario e non può essere lasciato solo ai Comuni dove insiste l’insediamento Amazon. Perché possa rappresentare una vera opportunità per tutti, le soluzioni vanno ricercate in una logica di rete con tutto il Territorio provinciale (Comuni e Provincia in primis ma anche Parti Sociali) ed anche con l’aiuto della Regione Veneto, al di là del “taglio di nastri”. Per questo, come OOSS cercheremo di farci promotori, nell’ambito della negoziazione sociale-territoriale, per la creazione a breve di questa “rete” che dovrà avere una regia istituzionale. Vanno create le condizioni, d’interesse per l’intera Provincia che si sta spopolando, che agevolino  queste persone nel trovare soluzioni abitative dignitose fin dall’inizio con interventi ad esempio di co-housing, individuando ed intervenendo in tutta la Provincia su alloggi non utilizzati che potrebbero essere riconvertiti. Ancora si potrebbe pensare ad un fondo,  con il contributo di tutti i soggetti, che possa sostenere all’inizio chi non può permettersi di pagare affitti data la durata breve del contratto o il basso reddito".

"Così come si può pensare di organizzare ed implementare il trasporto pubblico locale, anche con l’aiuto di associazioni, che favorisca chi lavora in quel sito ed è costretto però ad abitare nella nostra Provincia a vari km di distanza.  In tutto questo risulta evidente quanto sia  necessario coinvolgere anche l’Azienda (da parte innanzitutto delle istituzioni locali e dalla Regione stessa) in una logica di responsabilità sociale d’impresa. Come abbiamo visto di recente che sono incentivati i dipendenti che vogliano avviare una propria azienda nel settore delle consegne, L’Azienda in questione ha certamente molte risorse economiche, visti i continui utili, anche per contribuire a creare questa rete di servizi nel Territorio che aiuti a fideizzare i lavoratori (fatto che deve interessare anche all’azienda) e per i quali valga la pena vivere e lavorare in Polesine. Poi sulle concrete condizioni di lavoro (ritmi e carichi in particolare) e contrattuali come CGIL, insieme alle altre Organizzazioni Sindacali Confederali,  vigileremo con molta attenzione, per evitare di finire in un frenetico turn-over di personale che non innalzerà la qualità del lavoro, che resterà povero, né tantomeno potrà arricchire il nostro tessuto sociale ma finirà solo per acuire i problemi esposti ed aumentare le diseguaglianze".

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