19/10/2020

BORSEA

Questa sera la messa in ricordo di Marco

Alle 18,30 nella chiesa parrocchiale di Borsea la messa in suffragio di Marco Berti, una delle vittime della Coimpo

Morì alla Coimpo, questa sera la messa

ROVIGO - Sarà celebrata questa sera, martedì 22 settembre, alle 18,30 nella chiesa parrocchiale di Borsea la messa in suffragio di Marco Berti, una delle quattro vittime della tragedia Coimpo di Ca’ Emo, nel sesto anniversario di quella drammatica giornata dove persero la vita, oltre a Berti 47 anni di Sarzano, Nicolò Bellato 28 anni e Paolo Valesella 53 anni entrambi di Adria, Giuseppe Baldan 47 anni di Campolongo Maggiore nel Veneziano.

Al rito religioso sarà presente la vedova Berti, Katia Fornasiero, da sempre legata alla parrocchia e a don Silvio, dove per alcuni anni ha canto nel coro. Insieme a lei il figlio Luca che adesso ha 11 anni. Madre e figlio domenica scorsa hanno partecipato alla cerimonia a Ca’ Emo: prima la messa, poi la deposizione di un mazzo di fiori davanti alla targa in piazzale Vittime del lavoro dove sono riportati i nomi dei quattro martiri sul lavoro, poi la preghiera e la benedizione da parte del parroco don Lucio Pollini. Presenti autorità civili e militari, insieme a tanti cittadini, nonostante le limitazioni imposte dalle norme di sicurezza sanitaria. Tra gli altri il sindaco di Adria Omar Barbierato e il presidente della Provincia Ivan Dall’Ara. Presenti anche Carlo Bellato papà di Nicolò e Bruno Valesella fratello di Paolo.

“A distanza di sei anni – ricorda con profonda emozione Katia Fornasiero – è come se fosse sempre ieri. Essere qui (a Ca’ Emo, ndr) è profondamente doloroso e faticoso, leggere i nomi dei nostri cari su quella targa è come una ferita che continua a sanguinare”.

Poi aggiunge: “In alcuni momenti al dolore si aggiunge lo sconforto perché ci sentiamo abbandonati, ancor più soli nel dolore di aver perso non solo una persona cara, ma una parte di noi stessi. Speriamo, almeno, che quello che è successo sia un monito affinché cose del genere non abbiano più a succedere. Affinché non ci sia più una moglie che piange il marito, un figlio che non rivede più il papà, un padre e una madre che non possono più riabbracciare il figlio, un fratello che non ha più il fratello. Tutte persone care insostituibili ma perse nell’adempimento del proprio dovere, mentre stavano lavorando. Questo non deve più succedere”.

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