22/09/2020

SINDACATI

Giornata di mobilitazione nazionale: “Ripartire dal lavoro”

Lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil

VENETO - “Ripartire dal lavoro”: è questo lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil per la Giornata di Mobilitazione Nazionale in programma per venerdì 18 settembre.

In Veneto l’appuntamento è alle 10 in piazza Bra, a Verona. Questi i temi al centro della protesta, a livello nazionale: ammortizzatori sociali e vertenze aperte, riforma fiscale e lotta all’evasione, rinnovo dei contratti nazionali pubblici e privati; diritto all’istruzione e ad una scuola sicura; sanità pubblica, sicurezza sul lavoro, conoscenza, cultura; investimenti, politiche industriali, digitalizzazione, lavoro stabile e sostenibile; Mezzogiorno; legge per la non autosufficienza, previdenza, inclusione sociale. Sul palco in piazza Bra ci saranno i segretari regionali della Cisl Gianfranco Refosco, della Cgil Cristian Ferrari e della Uil Roberto Toigo. Le conclusioni saranno affidate alla segretaria confederale Uil Ivana Veronese.

A Verona ci saranno anche i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Pieralberto Colombo, Samuel Scavazzin e Riccardo Dal Lago, che rappresenteranno le istanze dei lavoratori polesani, anticipate questa mattina nella sede Uil di viale Trieste. Le ragioni della manifestazione sono state introdotte dal “padrone di casa” Riccardo Dal Lago. «Sarà una manifestazione particolare – ha spiegato – a causa del momento che stiamo vivendo. Il numero dei presenti è stato limitato a 400 per mantenere il distanziamento. Le ragioni riprendono una lunga azione svolta in questi mesi da Cgil, Cisl e Uil e iniziata ben prima della pandemia. Credo che ora siano giunti i tempi per cominciare non solo a dialogare con il governo e con le parti datoriali, ma anche per prendere delle decisioni. La nostra preoccupazione principale è per il lavoro, perché constatiamo anche nel nostro territorio che l’economia è ferma».

Ha preso quindi la parola il segretario generale della Cisl Samuel Scavazzin. «La mobilitazione a livello nazionale – ha detto – fa seguito alla Notte per il lavoro svoltasi lo scorso luglio a Roma. Quello che chiediamo al governo è di riprendere il dialogo. Al tempo del protocollo sulla sicurezza era stato avviato un rapporto costruttivo, ma dopo gli stati generali sembra che il governo si sia chiuso in se stesso. Proprio ieri c’è stato un segnale di apertura, ma chiediamo di ripartire seriamente dal lavoro. Siamo preoccupati per quello che potrà succedere dopo il blocco dei licenziamenti e ci domandiamo se si andrà verso una macelleria sociale o verso delle politiche di reindustrializzazione e politiche attive per il lavoro. Chiediamo al governo un confronto su questi temi, anche per i progetti per la destinazione dei fondi europei. Siamo in particolare favorevoli all’utilizzo delle risorse del Recovery Fund per il rilancio dell’economia e del Mes per migliorare il sistema sanitario».

Ha concluso il segretario della Cgil Pieralberto Colombo. «Dal Polesine – ha detto – sono già arrivate, unitariamente, oltre 100 richieste per partecipare alla manifestazione. L’iniziativa è di livello nazionale, ma i temi possono essere declinati sul nostro territorio. Intendiamo riportare l’attenzione sul tema della sanità e della salute, che interessa il governo, ma anche la Regione. La lotta alla pandemia ha imposto un rafforzamento della sanità pubblica, dopo anni di tagli che hanno rafforzato il privato, anche qui in Polesine. Sono ancora sospesi inoltre i rinnovi di tantissimi contratti collettivi di lavoro, anche a causa della posizione miope di Confindustria. Riguardo i fondi europei, il modo in cui saranno utilizzati indicherà le linee di sviluppo per i prossimi anni. Dovremo ragionare sulle vocazioni del nostro territorio, che non crediamo siano limitate alla logistica».

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