26/09/2020

PORTO VIRO

"Anche i disabili hanno una sessualità da esprimere"

Un progetto per educatori alla sessualità, ne parla l'assessore alle politiche di genere, Marialaura Tessarin

"Io, sempre dalla parte dei nostri commercianti. Stringo i denti con voi"

Marialaura Tessarin, assessore di Porto Viro

PORTO VIRO - “Ma secondo voi, i disabili, pensano al sesso?” Così ha esordito l’Assessore Marialaura Tessarin in un video divulgato sui social qualche settimana fa. “Le risposte che spesso mi giungono dalle persone quando rivolgo loro questa riflessione sono intrise di insensata meraviglia, stereotipi, pregiudizi e stigma.” Continua l’Assessore. “La maggior parte delle persone è convinta che i disabili non siano interessati al sesso o che addirittura non siano in grado di praticarlo, e che fondamentalmente non sia una priorità rispetto ai grossi problemi e limitazioni che gli stessi vivono quotidianamente. La verità è che certamente i disabili pensano al sesso, perché i disabili sono persone esattamente come le altre, con le stesse esigenze e gli stessi desideri. La drammatica realtà è che spesso i disabili non sono messi nelle condizioni di poter esprimere la propria sessualità, per una serie di motivazioni diverse, dall’emarginazione sociale alla mancanza di autonomia, ai grossi problemi legati all’autostima e alla sfera psicologica ed emotiva. Alcuni disabili, per via appunto della loro condizione non possono nemmeno praticare la masturbazione. Esiste un progetto - continua la Tessarin - l’unico in Italia ideato dal Comitato Lovegiver e dal suo presidente Max Ulivieri, attivista, scrittore, attore e blogger, che prevede l’attivazione di corsi di formazione per Assistenti Sessuali, meglio definiti Operatori dell’Emotività, dell’Affettività e delle Sessualità, figure professionali che accompagnano la persona disabile nell’esperienza sessuale e autoerotica". 

"L’O.E.A.S.delle persone con disabilità (citando pari pari la brochure ufficiale del progetto)rappresenta un concetto che racchiude allo stesso tempo ‘rispetto’ e ‘educazione’, che solo per un paese civile può rappresentare la massima espressione del ‘diritto alla salute e al benessere psicofisico e sessuale’. L’assistenza all’emotività, all’affettività, alla corporeità e alla sessualità si caratterizza con la libertà di scelta da parte degli esseri umani di vivere e condividere la propria esperienza erotico-sessuale a prescindere dalle difficoltà riscontrate nell’esperienza di vita. L’assistenza sessuale in Italia non è ancora regolamentata - spiega la Tessarin - c’era stato un tentativo portato avanti dal Senatore PD Sergio Lo Giudice nel 2014attraverso un DDL che però purtroppo è caduto nell’oblio. A questo punto il mio appello è rivolto alle Regioni; in particolare chiedo alla Regione Veneto che vengano attivati questi corsi quanto prima, in modo tale che siano proprio le Regioni a fungere da stimolo per il Governo affinché venga emanata una legge che tuteli il progetto, gli operatori e i fruitori. Qualche tentativo di sperimentazione è stato attuato dalla Lombardia, l’Emilia Romagna e la Toscana. Anche il Veneto deve dimostrare di essere una Regione all’avanguardia. I tempi sono maturi, le richieste da parte dei disabili e delle loro famiglie sono troppe. Bisogna dare delle risposte subito. La sessualità è un aspetto fondamentale per il benessere psicofisico di tutti, riconoscerlo è un atto di civiltà", conclude la Tessarin.

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