20/10/2020

ULSS 5 POLESANA

Coronavirus e West Nile: il Polesine resiste

A tracciare un doppio bilancio il direttore generale dell'Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella

ROVIGO  - La buona notizia è che in Polesine, anche oggi, non ci sono nuovi casi di positività. Ad annunciarlo il direttore generale dell'Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella. Sono in aumento i casi, certo, nell'ultimo mese, ma il Polesine, fortunatamente, si conferma la provincia meno colpita. Sono 381 le persone in isolamento e 27 gli attualmente positivi nel territorio.

"La ripresa dal punto di vista dei contagi c'è ma non è in situazione d'allarme - ha detto Compostella - C'è un aumento della curva ma io sono ancora ottimista. Attualmente sono 27 i casi di positività in Polesine. Il Comune con il maggior numero di casi di positività è Rovigo con 11 casi che vuole dire che ha una prevalenza di 2,15 casi ogni 10mila abitanti. Dunque in numero assoluto sono tanti ma l'indice di prevalenza è bassissimo. Quindi i casi di Rovigo non destano preoccupazione non si tratta di un focolaio. L'indice di prevalenza provinciale è di 1,14 su 236mila abitanti, ovvero 1,14 ogni 10mila abitanti. In veneto l'indice di prevalenza è superiore a due, quindi si conferma che il Polesine è ancora la provincia dove il virus ha colpito di meno".

"Ai giovani dico: fate pure una vita di relazione ma deve essere adeguata e compatibile con le poche semplici regole rimaste, importante per sé e per gli altri. Se portate la mascherina proteggiamo gli altri ma non noi stessi. Se siamo in gruppo mettiamo tutti la mascherina e così siamo tutti protetti, altrimenti no. Le regole sono le solite, ma dobbiamo rispettarle. Importante soprattutto tra i giovani si riprenda l'attenzione perché a settembre ricominciano le scuole. E per ferragosto? Non dico di mettere la mascherina davanti alla griglia, ma state a distanza dagli altri".

West Nile, l'altro virus che spaventava il Polesine, quest'anno non fa poi così paura. Se da un lato è stato riscontrato nelle zanzare del Bassopolesine, il che significa che c'è, dall'altro, in generale, si riscontra una presenza minore del vettore del virus, la zanzara, dovuta alla disinfestazione coordinata dall'Ulss sull'intero territorio polesano. Cominciata ancora ad aprile.

"Ricordiamo che nel 2018 abbiamo avuto un altissimo numero di casi e anche dei decessi e siamo un territorio molto colpito - ha detto il direttore generale dell'Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella - Ma da due anni la disinfestazione è in mano all'Ulss e quindi viene fatta in maniera endemica su tutto il territorio e ha dato ottimi risultati. La West Nile, trasmessa dal vettore zanzara, può portare a gravissime situazioni di danno neurologico che possono portare anche alla morte nei soggetti fragili".

"Le trappole rurali urbane ci dicono il numero delle zanzare presenti e se hanno il virus. Per quanto riguarda la stagione 2020 il numero delle zanzare, secondo la misurazione con le trappole, è inferiore a quello dell'anno scorso. Un dato importantissimo - ha continuano Compostella - In una trappola del Bassopolesine è stata riscontrata la presenza del virus. Questo significa che il virus della West Nile sta circolando. Per fortuna non abbiamo ancora avuto casi di West Nile sull'uomo. E per fortuna le zanzare sono meno. Significa che la disinfestazione sta dando ottimi risultati. La disinfestazione è partita il 14 aprile e procede, era molto importante partire presto. Siamo al quinto ciclo di disinfestazione delle caditoie e al nono nei fossati (70 km di fossati bonificati)".

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