31/07/2021

ROVIGO

Gaffeo sul rimpasto: “Decido io”

Il sindaco di Rovigo pronto a rafforzare la squadra di giunta affidando la delega a Commercio e Polizia locale

Il sindaco Gaffeo: “Per Consvipo non oltre 100mila euro l’anno”

Edoardo Gaffeo

24/07/2020 - 01:21

ROVIGO - Mette i puntini sulle “ì” riguardo al ventilato rimpasto di Giunta e ci tiene a sottolineare che “al di là dei pesi politici la decisione finale spetta a me e dipende da un’efficientamento della macchina amministrativa non dal peso politico”.

Il primo cittadino Edoardo Gaffeo ieri al punto stampa ha precisato che: “Se si decide di fare un’operazione del genere la decisione finale spetta a me e non dipende da una campagna elettorale perché il Comune non è in campagna elettorale. C’è piuttosto un ragionamento di natura strategica con il rafforzamento di alcune competenze”. In quell’ottica Gaffeo dice sì all’ottavo assessore, a cui affiderebbe Commercio e Polizia Locale. “Non siamo ancora usciti da una tragedia che ha messo a dura prova il nostro Comune. Sto cercando una serie di professionalità che mi consentano di svolgere al meglio altre funzioni”. E aggiunge: “Ultimamente con il mondo del commercio si è instaurato un buon clima, credo, il lavoro che è stato fatto da me e dal manager del distretto ha dato i suoi frutti, con i giovedì dello shopping è un bel segnale il clima è positivo. A fine luglio ci sarà il bando per lo sgravio della Tari, altri interventi a Natale e a settembre. La situazione è complicata e sto ragionando nell’ottica di trovare buone energie intellettuali”.

Sul nome di Bernardinello non si esprime, se non per dire: “Sta facendo un ottimo lavoro in consiglio comunale, ma non faccio il toto nomine”. Sulle deleghe richieste dal Partito democratico nell’ottica di riequilibrare i pesi politici, Gaffeo mette avanti le mani: “L’equilibrio e il peso politico sono considerazioni legittime. Io continuo a pensare a un intero assetto istituzionale che deve lavorare a partire dalla giunta non ai pesi e contrappesi. Non è questo lo spirito con cui ho intrapreso il mio mandato e non ho intenzione di cambiare idea in questo momento”. C’è invece una ragione pratica che parte anche da un giro dei dirigenti che partirà dal vuoto da colmare con il pensionamento di Tesoro. “Bisognerà fare una taratura di energie. Un anno di lavoro suggerisce efficienze”.

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