03/08/2021

CORONAVIRUS

Riaprire la ex base di Conetta per i profughi positivi al Covid: coro di "no"

Sit in lunedì alle 15 organizzato dal sindaco Aggio, Lega e Fdi pronti alle barricate

Profughi infetti a Cona: coro di “No”

19/07/2020 - 21:03

CONA - E ora spunta anche la riapertura dell’ex base di Conetta, a complicare la situazione dell’arrivo di profughi infetti e a preoccupare le amministrazioni di Cona e Cavarzere. Sul tema è intervenuto pure il leader della Lega Matteo Salvini che ha dichiarato: “Lamorgese sposta decine di clandestini senza riuscire a controllarli. In Veneto pensa di riaprire il famigerato centro di Cona che la Lega aveva chiuso. Questo governo mette in pericolo l’Italia”. Gli fa eco il deputato della Lega Alex Bazzaro: “Siamo pronti alle barricate”; così anche il coordinatore Veneto di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo: “Basta ignorare sindaci e cittadini”, ma anche il capogruppo della Lega Pierfrancesco Munari, che commenta: “Cona-Cavarzere ha già ampiamente dato con la base chiusa due anni fa”.

Il sindaco di Cona Alessandro Aggio, ha indetto un sit in nei pressi della base alle 15 di lunedì 20 luglio, “per dichiarare la nostra ferma contrarietà all’utilizzo del luogo come centro di destinazione profughi”. “L’ipotesi, prospettata dal prefetto, di trasferire i migranti nella Conetta - scrive Bazzaro - è preoccupante e non condivisa con il sindaco, che si è già detto contrario alla riapertura di un centro che, in passato, aveva accolto fino a 1.500 persone in un Comune di 3.000 abitanti. La chiusura del centro, nel 2018, era arrivata grazie al lavoro della Lega al governo e dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ora non si può vanificare il lavoro fatto e soprattutto gettare nell’ansia la comunità di Cona, che ora è preoccupata legittimamente anche per il rischio contagi Covid visto che dei migranti, dislocati in provincia, non si sa nulla, neppure dello stato di salute”.

Di questo avviso anche il coordinatore Veneto di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, che respinge con fermezza l'idea avanzata dal prefetto Vittorio Zappalorto di una riapertura della base di Cona per la gestione dei migranti infetti: “Trovo incomprensibile che ci siano restrizioni in entrata e in uscita per i turisti, che i cittadini italiani non possano rientrare in patria o viaggiare liberamente, mentre clandestini e profughi arrivano e viaggiano senza problemi sul suolo italiano.Perché non vengono avvisati i sindaci dei comuni interessati? Perché gli italiani continuano a rispettare misure restrittive, dopo mesi in cui sono stati costretti in casa, mentre i profughi non hanno limitazioni? Chiedo al Prefetto di rovesciare il suo ragionamento e di confrontarsi con i sindaci e i territori prima di prendere decisioni così importanti”.

Sono ben 40, dislocati ai confini con Pettorazza e Adria, e gli altri - prima in piazza della Repubblica - si trovano nella frazione di Rottanova, in località Rossetta. A questo proposito il capogruppo della Lega Pierfrancesco Munari sbotta: “Quindi ne abbiamo 40 a Cavarzere? E tutti infetti. Cona-Cavarzere ha già ampiamente dato con la base chiusa due anni fa. La misura è colma per quest’area, non si accetta e si faranno le barricate anche se un sol migrante verrà nel nostro territorio”. Ma non solo, anche Michela Folli, segretaria del direttivo di Cavarzere di Fratelli d’Italia si espone: “La riapertura dell’hub di Conetta ci preoccupa, ma per il benessere della cittadinanza FdI è disposto a collaborare con qualsiasi forza politica per salvaguardare sicurezze e salute dei cavarzerani”.

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