15/08/2020

REGIONE DEL VENETO

È iniziata la corsa a Palazzo Balbi per "Il Veneto che vogliamo"

Stamattina Lorenzoni a Rovigo: "Le priorità saranno ambiente, innovazione e attenzione al sociale"

ROVIGO - È iniziata ufficialmente oggi la corsa a Palazzo Balbi del “Il Veneto che vogliamo”. Parola d'ordine: ascoltare i cittadini e (ri)costruire quel legame di comunità che dovrebbe essere forte e sentito anche in ambito regionale.

A dare il via all’intensa giornata i portavoce Elena Ostanel e Giorgio De Zen. “Il Veneto che vogliamo è nato come un percorso di ascolto, in tutto il territorio, partendo dai temi e non dai nomi o dalle identità - hanno ribadito - Negli ultimi mesi abbiamo fatto moltissimi incontri, e sette assemblee in tutta la regione, una per provincia. Abbiamo incontrato una quantità grande ed insperata di veneti attivi e radicati nel territorio, convinti che il futuro non sia scritto e che serva mettersi in gioco tutti assieme per disegnarlo”. Poi la presentazione del manifesto e della campagna di crowdfunding per sostenere la campagna.

A seguire l’intervento dei sindaci che sostengono Il Veneto che vogliamo. “Sono felicissimo di potervi dare il benvenuto nella mia città - ha detto Gaffeo, primo cittadino di Rovigo - Partendo dall'innovazione culturale e scientifica possiamo costruire un diverso modello economico. Non dobbiamo fare una campagna elettorale contro qualcuno o contro qualcosa, ma a favore di un modello diverso. Serve un modello nuovo di territorio e comunità. Si può fare di fare una campagna parlando alla testa delle persone e non alla pancia”.


Poi la parola è passata al sindaco di Adria, Omar Barbierato: “La scelta del nome, il Veneto che vogliamo, ci impone di realizzare le proposte e i progetti che ci stanno a cuore e che sono nel programma. Ciascuno di noi, da oggi, si deve sentire impegnato a dare gambe a questo progetto. Un progetto che non si fermerà con le elezioni. Non abbiamo bisogno solo di uomini, abbiamo bisogno di uomini, come Arturo, che sappiano fare squadra, che sappiano costruire una squadra. Ambiente e sanità devono essere legati a un modello diverso di economia, l'economia circolare. E anche la legalità è un tema fondamentale”.

“Dobbiamo tornare a parlare con tutti quanti, strada per strada, casa per casa, per parlare con la gente, raccontare il Veneto che vogliamo e raccontare i nostri valori” ha rimarcato Damiano Fusaro, sindaco Granze.

“Serve una visione del territorio e una relazione con il territorio che può portare a un modo di vivere il territorio diverso - ha aggiunto Aldo D’Achille, sindaco di San Bellino - Tutti concorriamo alla stessa meta e per questo dobbiamo essere tutti coinvolti nello stesso obiettivo. Abbiamo bisogno di scrivere con nuovi colori il Polesine e il Veneto”.

“L’obiettivo deve essere far sentire che comunità può essere anche la Regione, non solo il Comune - ha detto il candidato Arturo Lorenzoni - Le mie tre priorità per la Regione sono: l’ambiente, declinato sia nella protezione che nell’investimento per rinnovare l’economia; l’innovazione sia sul piano sociale che su quello economico e poi una forte attenzione al sociale, alle fragilità e alle debolezze di ciascuno di noi che possono diventare un argomento fortemente aggregante se messe al centro dell’azione politica. Per il Polesine è fondamentale ridare centralità ai territori che troppo spesso sono dimenticati perché periferici, sviluppare un'agricoltura di qualità e un turismo lento e sostenibile”.

Durante l’assemblea sono anche emersi i nomi di quattro possibili candidati per il Polesine: Aldo d’Achille (San Bellino), Enrico Bonato (Adria), Sara Quaglia (Badia Polesine) ed Enrica Munaro (Lendinara). Il quinto nome è ancora latitante.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Notizie più lette