04/07/2020

MONTI RUGBY ROVIGO JUNIOR

Durante l'allenamento dei giovani rossoblù arriva il preparatore azzurro

Giovanni Sanguin, responsabile della preparazione fisica della nazionale rugby, oggi ha fatto visita ai rodigini in campo

ROVIGO - I giovani rossoblù della Monti Rugby Rovigo Junior sono tornati i campo ufficialmente martedì 26 maggio (LEGGI QUI). Con gli allenamenti per i ragazzi dell'under 14 e 16, la Monti è la prima società giovanile a ricominciare dopo i due mesi di stop forzato. Per tornare in campo misure serrate e protocolli precisi: sanificazione delle mani e misurazione della temperatura all'entrata, in campo 5 metri tra un ragazzo e l’altro, mascherina sempre a portata di mano e, per il momento, purtroppo, niente palla ovale.

Oggi pomeriggio al campo Marvelli per i ragazzi c’è stata una sorpresa speciale. A salutarli è arrivato Giovanni Sanguin, responsabile della preparazione fisica della nazionale rugby. “Quella del Rovigo, di ricominciare - ha detto Sanguin - credo sia una grande iniziativa, all’altezza dell’eccellenza che, da sempre, il Rovigo rappresenta. Mantenere viva la base mantiene solido il palco del sistema intero del rugby italiano. Spero che questa iniziativa venga seguita anche da altri club, ritengo che sia una bella e sana iniziativa da parte del Rovigo, come sempre in prima linea sul rugby”.

Concorda anche il presidente della Monti, Renzo Bullo: “Per i ragazzi di questa età, così giovani, poter riprendere il prima possibile a fare sport è fondamentale. Così come lo è riprendere, un po’ alla volta e nel rispetto di tutte le norme sanitarie imposte dalla delicata situazione che stiamo vivendo, la socialità. Riprendiamo gli allenamenti consapevoli che la salute viene prima di tutto e anche per questo a suo tempo, a febbraio, siamo stati tra i primi a fermare qualsiasi tipo di attività che potesse mettere a repentaglio la salute dei nostri atleti e preparatori. Ma ora che si può ricominciare, attenendosi ai protocolli del Ministero e della Federazione, noi vogliamo dare ai nostri ragazzi la possibilità di tornare in campo”.

“Poter tornare in campo, anche per gli atleti di tutte le età - continua Sanguin - è importante. Lo è anche per noi, allenatori e preparatori. Focalizzarsi visivamente in campo aiuta, ci dà un’idea maggiore del loro stato fisico, nonostante durante il lockdown siamo sicuri abbiano fatto del loro meglio per restare in forma. Penso ci saranno ancora dalle 4 alle 6 settimane per raggiungere un buon stato di forma”. E dopo il coronavirus, cosa cambierà per il rugby? “È una bella incognita. Credo l’assetto sociale cambierà non solo per il rugby ma un po’ per tutto il mondo. Voglio essere ottimista, spero che in sei/otto mesi ciascuno di noi possa riprendere in mano la propria vita, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto sociale. È proprio per questo che ritengo eccezionale l’iniziativa del Rovigo, consente agli atleti di ricominciare a vedersi”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Notizie più lette