03/08/2021

la polemica

"Togliete quei parapetti dal palco, è uno sfregio al teatro"

Lo chiede la consigliera della Lega, Valentina Noce

Sindaco, non dirci storie: il carcere minorile arriverà eccome"

Valentina Noce, avvocato e consigliere comunale della Lega

01/05/2020 - 19:26

ROVIGO - "È una truffa ai danni dello spettatore. Lo sappiamo tutti, da quando nottetempo furono installati quegli orrendi parapetti su palchi, palchetti, loggia e loggione, andare a teatro è una sofferenza. Ma chi ce lo fa fare? Tanto lo spettacolo non si vede", è la ferma presa di posizione di Valentina Noce, avvocato e consigliera leghista, che da sempre ha a cuore le sorti del Teatro rodigino.

"Non esiste precedente in Italia di un intervento tanto invasivo da vanificare la funzione stessa del teatro. Questa è la peggior truffa ai danni degli utenti del teatro: pagare uno spettacolo per... non vederlo! In effetti, tra distorsioni cervicali e contorsionismi degni di artisti circensi per seguire la scena, lo spettatore ha un pensiero fisso: togliere quegli impedimenti prima possibile. Ebbene, il prima possibile è capitato finalmente lunedì scorso in consiglio comunale, grazie all’emendamento al bilancio da me presentato, che stanziava la somma di 40.000 euro per la loro rimozione dai 200.000 previsti dal Comune per un mutuo destinato alla “manutenzione straordinaria del Teatro Sociale”. Infatti, la normativa in materia prescrive che la salvaguardia del patrimonio culturale e la sicurezza delle persone vanno rese compatibili con l’obiettivo di assicurare la fruibilità massima del luogo in ragione della sua funzione e la sua valorizzazione - prosegue l’avvocato Noce - nello specifico, le norme a tutela dei beni culturali esentano edifici come il nostro Teatro dalla installazione di barriere di sicurezza. Ma vi immaginate con quegli orrori La Fenice o La Scala?".

"In ogni caso nell’emendamento avevo anche segnalato un’eventuale loro sostituzione con i sistemi adottati in altri teatri, come in quello di Treviso, che ha realizzato protezioni idonee senza essere di ostacolo alla visuale. L’emendamento non è passato, pur avendo trovato espressione di accordo da parte di chi, tra i pochissimi della maggioranza, a teatro ci viene davvero. È prevista l’accensione di un mutuo di quell’importo perché Enti terzi impongono al Comune di farci dei lavori” è stata la spiegazione dell’assessore alla cultura Tovo che ha riconosciuto però la necessità di questo intervento. Bene, allora se il Comune accende mutui su volere di altri soggetti, perché non ne fa uno per volontà sua? Perché non portare quel mutuo a 250.000 euro così ci mettiamo dentro questo lavoro di rimozione necessario? Chiedo all’assessore Tovo, che si è dimostrato un interlocutore sensibile, di considerare nella variazione di bilancio questa opportunità, d’altronde non si è fatto fatica quest’anno a stanziare ben 25.000 euro per la Fondazione Rovigo Cultura, alla quale da anni il Comune di Rovigo non destinava un soldo. Segno che quando si vuole la soluzione si trova".

Conclude la consigliera: "E così Rovigo resterà l’unico caso di teatro di tradizione lirica sfregiato dalla scellerata imposizione di parapetti che impediscono di godere dello spettacolo? Questa amministrazione ha fatto dei propri baluardi parole importanti come cultura, bellezza, storia... per ora appunto sono parole e restano tali. Approfittiamo di questo periodo di chiusura forzata del teatro per restituirgli la funzione che gli è propria: fateci vedere gli spettacoli a teatro".

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