14/08/2020

coronavirus

Si chiamerà Immuni, l'app per il "contact tracing" in Italia

Si tratta di un'app che sfrutta la tecnologia bluetooth, scaricabile su base volontaria

Scelta l'app per il tracciamento dei contagi: si chiamerà Immuni

ITALIA - Si chiamerà 'Immuni', l'app di contact tracing necessaria a tenere sotto controllo la diffusione del virus durante la Fase 2.

Il commissario straordinario per l'emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, ha firmato l'ordinanza con cui dispone la stipula del contratto di cessione gratuita della licenza d'uso sul software e di appalto di servizio gratuito con la società Bending Spoons, la quale si occuperà anche degli aggiornamenti necessari nel corso dei mesi.

Si tratta del progetto selezionato dal gruppo di esperti e proposto al premier dalla ministra per l'innovazione, Paola Pisano, il 10 aprile e ora sottoposto al vaglio del team Colao. Il sistema dovrebbe essere testato prima in alcune regioni pilota per poi estendersi. A dettare le regole per l'app è stata l'Europa: anonimato e niente geolocalizzazione, sì a bluetooth e volontarietà. Criteri che vedono il plauso del Garante Privacy, Antonello Soro.

L'app Immuni, che, appunto, non sarà obbligatoria, ma scaricabile solo in modo volontario sfrutta la tecnologia Bluetooth e, semplificando, come spiega Il Post, emetterà periodicamente un codice identificativo univoco e anonimo che può essere ricevuto dagli altri smartphone che stanno utilizzando la stessa app nelle vicinanze. In questo modo se uno dei proprietari dell'app segnala di essere, poi, positivo al coronavirus 'Immuni' permette di avvisare le persone con cui era stato in prossimità nei giorni precedenti.

Per essere efficace, infatti, Immuni dovrà essere scaricata dal 60 per cento degli italiani. Un'impresa non certo non semplice.

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