31/05/2020

REGIONE DEL VENETO

La Regione: "Disoccupati come manodopera nei campi", ma i sindacati non ci stanno

Il motivo: "La Regione ha firmato il patto solo con una parte delle associazioni"

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Regione Veneto e Coldiretti sintonizzano i loro strumenti per far incontrare domanda e offerta di lavoro in agricoltura in modo da offrire ad aziende e lavoratori, in particolare disoccupati, cassaintegrati e inoccupati, occasioni di incrocio diretto delle rispettive esigenze, soprattutto nelle fasi di ‘picco’ stagionale. Oggi gli assessori regionali al Lavoro e all’Agricoltura, Elena Donazzan e Giuseppe Pan, hanno firmato in teleconferenza un protocollo con Coldiretti, rappresentata dal presidente Daniele Salvagno e dal direttore Costante Arosio, per potenziare il raccordo tra il portale online Clic Lavoro Veneto e la banca dati di Coldiretti “Jobincountry” e coinvolgere i Centri per l’impiego in iniziative di ‘recruiting’ di lavoratori in agricoltura. Si tratta di una intesa-prototipo messa a punto prima della crisi sanitaria ed economica creata dal Coronavirus e che ora potrà fare da apripista ad un accordo più ampio, da sottoscrivere con tutte le organizzazioni del ‘tavolo verde’.

La Regione. “Con Coldiretti l’assessorato al Lavoro ha già istituito una precedente intesa a seguito della crisi 2009-2011, per impiegare i disoccupati nell’ambito del settore agricolo – specifica l’assessore al Lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan. “Forti di quella esperienza, che ha consentito di mitigare in parte il pesante impatto occupazionale della crisi sui lavoratori a termine del secondario e del terziario, ora la Regione del Veneto è al lavoro per proporre una nuova convenzione quadro che faciliti il reperimento di lavoratori stagionali per l’agricoltura nelle banche dati disoccupati di Veneto Lavoro. La firma con Coldiretti è solo il primo passo di un’operazione più ampia, suggerita dall’emergenza creata da Covid 19, che dovrà coinvolgere i servizi per l’impiego sia pubblici che privati (Cpi e agenzie) in parternariato con le sigle sindacali e datoriali del mondo agricolo, settore che in questa fase ha la precedenza assoluta nel garantire tutte le filiere produttive”.

L’agricoltura sta soffrendo in questo periodo per la carenza di manodopera stagionale, in particolare quella di figure specializzate come i potatori nei vigneti – afferma l’assessore Pan – La chiusura delle frontiere, a causa delle quarantene imposte dalla pandemia, ha privato le campagne venete degli abituali contingenti di lavoratori romeni o di altre nazionalità dell’Est europeo proprio nella stagione della raccolta delle primizie e della preparazione delle colture e dei raccolti estivi. Non è facile sostituire in velocità manodopera specializzata e il rischio è quello che prendano piede fenomeni illegali di lavoro nero e di caporalato. Con questo primo accordo regionale sarà possibile portare ‘in chiaro’ l’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, con modalità semplici e procedure snelle. A giorni estenderemo l’accordo con la banca dati di Veneto Lavoro a tutte le organizzazioni del mondo agricolo, comprese le rappresentanze sindacali, in modo che la piattaforma di incontro domanda-offerta e i relativi servizi per l’impiego siano utili ed efficaci per tutti i settori e le categorie del primario. Certo, i risultati potrebbero essere ancora più efficaci se fosse possibile ripristinare l’utilizzo dei voucher semplificati in agricoltura. L’attuale regime dei voucher e dei contratti di prestazione occasionale mal si adatta alle esigenze del mondo agricolo, dove prevalgono le aziende medio-piccole che nei periodo di ‘picco’ stagionale necessitano di 3-9 operai per un periodo massimo di 1-5 giornate”.

L’accordo siglato in Veneto prevede che le imprese del primario interessate possono pubblicare nel portale online Clic Lavoro Veneto le loro offerte di lavoro e i candidati possono inserire il loro curriculum. Coldiretti Veneto, da parte sua, ha implementato lo strumento per l’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro denominato “Job in Country” afferente alla Confederazione Nazionale Coldiretti.

La Regione, inoltre, con il supporto della Direzione Lavoro e di Veneto Lavoro, promuoverà appositi “recruiting day” stagionali presso i Centri per l’Impiego, organizzati sulla base delle specifiche necessità territoriali nei periodi di maggiore richiesta di lavoro agricolo. Durante questi eventi le persone in cerca di lavoro potranno incontrare le imprese del territorio e sarà possibile incrociare i curricula dei candidati con le richieste delle aziende favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Il portale Clic Lavoro Veneto, in collegamento con il portale di Coldiretti “Jobincountry”, offrirà maggiore visibilità ai curricula e alle offerte di lavoro pubblicate sul portale nazionale di categoria.

Coldiretti si impegna a promuovere i servizi offerti dai Centri per l’Impiego nei confronti delle aziende del settore agricolo.

La Regione, dal canto suo, oltre a condividere la propria banca dati del lavoro con Coldiretti, si impegna a promuovere percorsi formativi regionali che assicurino un’adeguata risposta ai fabbisogni in termini di competenze, soprattutto in riferimento a quelle connesse all’innovazione nel primario.

Il punto di vista dei sindacati. "Stupisce e sconcerta la firma del patto annunciata dagli assessori regionali Giuseppe Pan ed Elena Donazzan con una delle associazioni del mondo agricolo per facilitare l’incontro tra domanda e offerta
di lavoro". Cia Agricoltori Italiani Veneto, Confagricoltura Veneto, Agri del Veneto esprimono tutto il loro disappunto dopo la comunicazione della firma, avvenuta oggi, con la sola Coldiretti, di un patto per agevolare il reclutamento di lavoratori stagionali.
"La Regione – dichiarano i rispettivi presidenti regionali Gianmichele Passarini, Lodovico Giustiniani e Doriano Annibale - ha perso la sua neutralità e il suo ruolo super partes, che dovrebbe essere garantito in ogni momento, ma soprattutto in questa fase di emergenza dovuta al coronavirus. La mancanza della manodopera stagionale in agricoltura è conclamata, sono
settimane che lanciamo l’allarme. L’idea di questo patto nel quale coinvolgere Veneto Lavoro è nata proprio in seno al Tavolo Verde al quale hanno partecipato tutte le associazioni; tutte hanno portato il proprio contributo, le proprie idee e messo a disposizione le rispettive strutture. Ma si vede che per la Regione questo non è importante: si firma con una parte sola e poi, con “magnanimità”, si assicura che si estenderà «l’accordo con la banca dati di Veneto Lavoro a tutte le organizzazioni del mondo agricolo. Ci spiace, ma non è un atteggiamento accettabile e corretto, non è una gara ad essere i primi della classe".
Cia, Confagricoltura e Agri del Veneto assicurano che continueranno a lavorare come prima e più di prima per cercare "soluzioni che vadano a vantaggio di tutti. Il nostro impegno è che nessuno resti indietro e che non ci siano agricoltori di serie A e di serie B. Ma certamente cambieranno i rapporti con la Regione Veneto, «la cui scelta di parte – concludono Passarini, Giustiniani e Annibale – non trova nessuna giustificazione se non in un grave errore commesso nella concitazione di questo momento".

La risposta dell'assessore Donazzan ai sindacati. “Nessuna volontà di non tenere unito il mondo agricolo. Riconosciamo l’importanza di tutte le associazioni del primario, che svolgono un lavoro egregio nella rappresentanza delle loro differenti specificità, e che fin dall’inizio di questa emergenza sanitaria ed economica hanno segnalato opportunamente l’esigenza di un raccordo tra il settore del lavoro e quello dell’agricoltura”. L’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, smorza le critiche espresse da Cia Veneto, Confagricoltura Veneto e Agri Veneto sul protocollo di intesa tra Regione Veneto e Coldiretti volto a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro in agricoltura, in particolare per i lavoratori stagionali, attraverso i Centri per l’impiego e la piattaforma online di Veneto Lavoro.

Gli strumenti previsti – chiarisce Donazzan - sono a disposizione dell’intero comparto. L’agricoltura in questo momento può rappresentare una delle poche occasioni di impiego, in particolare nei lavori stagionali. Lavori che, per quanto occasionali e temporanei, necessitano per sempre di formazione, come ben sottolineato dal collega Pan e da tutte le componenti del Tavolo verde. Il protocollo di oggi non è altro che l’aggiornamento di uno strumento creato da Coldiretti nel 2014, come banca dati delle professioni agricole, a seguito dell’esigenza maturata durante gli anni della crisi 2011-13 e che l’assessorato al lavoro della Regione Veneto ha subito colto e valorizzato, ritenendolo un metodo corretto di lavoro per l’incontro tra domanda e offerta per filiere specifiche”.

“Il portale di Veneto Lavoro è, infatti, generalista e universale – precisa Donazzan – E l’idea di farlo diventare anche una interfaccia di specifici settori, in primis quello agricolo, è una richiesta espressa da tutte le diverse componenti del Tavolo Verde: idea che ho condiviso con il collega Giuseppe Pan e che, grazie anche a questi anni di sperimentazione incrociata con la banca dati nazionale delle professioni agricole gestita da Coldiretti, dimostra di avere tutte le potenzialità per essere da subito una piattaforma di intermediazione e formazione a valenza regionale, in collaborazione con tutte le associazioni di categoria e di sindacato del mondo agricolo”.

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