28/09/2020

PASQUA

"Abbiamo le risorse morali e spirituali per ripartire e costruire una società migliore, più umana e fraterna"

I messaggi dei vescovi Pierantonio Pavanello e Adriano Tessarollo ai polesani ai fedeli in occasione della Pasqua

Incontro Vescovo Pierantonio Pavanello Edoardo Gaf

Incontro Vesco Pierantonio Pavanello Roberto Tovo

ROVIGO - Una Pasqua ai tempi del coronavirus e della quarantena. Sarà una giornata particolare, quella di domani. E proprio su questa particolarità si sono concentrati i vescovi della diocesi di Adria-Rovigo, Pierantonio Pavanello, e di Chioggia, che ha nel proprio territorio l’intero Delta del Po, Adriano Tessarollo nei rispettivi messaggi ai fedeli.

Ecco le parole del vescovo Pierantonio Pavanello.

"Non è facile quest’anno scambiarci gli auguri di Pasqua: quanto stiamo vivendo ci rinchiude in una cappa di preoccupazione e di dolore, che sembra non lasciare spazio alla fiducia e alla speranza di un domani diverso. Eppure proprio per questo abbiamo bisogno più che gli altri anni di scambiarci l’augurio pasquale. Per i credenti questo augurio trova il suo fondamento nella vittoria di Cristo sulla morte, che apre a chi crede in lui la possibilità di una vita nuova. Ma anche per chi non crede la Pasqua porta un annuncio di vita. Nella vicenda di Gesù di Nazareth è presente infatti un messaggio profondamente umano. In questi giorni vari pensatori hanno ricordato come l’esistenza umana ha una struttura paradossale: è la morte infatti che nasconde in sé la vita. Anche nelle esperienze più buie, infatti, possiamo trovare un lato luminoso. Lo stiamo verificando anche in questo tempo di emergenza sanitaria per l’epidemia di coronavirus: quanti aspetti positivi di bontà e di impegno sono emersi in queste ultime settimane. Possiamo allora augurarci un futuro diverso: dobbiamo essere convinti che abbiamo le risorse morali e spirituali per ripartire e costruire una società migliore, più umana e fraterna.

Colgo l’occasione degli auguri pasquali per ringraziare quanti si stanno prodigando al servizio della comunità in questo tempo difficile. Menziono al primo posto i medici e gli operatori sanitari, che sono in prima linea a combattere il contagio. Un grazie va anche a tutti coloro che hanno responsabilità amministrative: un pensiero di particolare riconoscenza vorrei riservare ai sindaci, per il prezioso servizio che stanno prestando alle nostre comunità. Un riconoscimento speciale poi a tutti i lavoratori che garantiscono i servizi essenziali, mettendo spesso a rischio la loro salute. Insieme a loro è doveroso ricordare tutti i volontari, che dedicano tempo ed energie per il bene comune, andando incontro a necessità che altrimenti rimarrebbero inevase. A partire da questo mare di bene anche quest’anno possiamo dirci con fiducia “buona Pasqua”: anche per noi è possibile il passaggio ad una vita nuova!"

Di seguito il messaggio integrale del vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo.

Carissimi, quest’anno prima che un augurio pasquale vi voglio rivolgere un messaggio pasquale. La Pasqua ebraica è celebrazione della liberazione del popolo dall’antica schiavitù e del passaggio alla vita di libertà. La Pasqua cristiana è la celebrazione della vittoria di Cristo su ogni male che deturpa la vita dell’uomo nel vivere le relazioni umane, sociali e religiose, ma soprattutto è vittoria sulla morte, significata e annunciata dalla morte e risurrezione di Gesù. Quest’anno, oltre ai drammi sociali che causano tante sofferenze a tante popolazioni, oltre alle malattie che in modi e luoghi diversi sempre minacciano la vita umana, si aggiunge una malattia che si è estesa e che ancora continua ad estendersi in tutta la terra, provocando fortissimi disagi sanitari, sociali, economici, tante sofferenze e tante morti: è la pandemia da coronavirus. Questo fenomeno, soprattutto per noi occidentali, sicuri delle nostre conquiste scientifiche, mediche, ed economiche ci ha messi in crisi, ci ha costretti e ci costringe a rinchiuderci, impotenti, in casa per non caderne vittime. Essa ci ha fatto vedere sotto i nostri occhi la morte in diretta di tante persone, ci ha fatto vivere il senso di smarrimento di fronte alla loro sepoltura senza poter celebrare collettivamente e comunitariamente la loro perdita. Come ci hanno impressionato le centinaia di bare ammassate, nell’attesa di essere ‘smaltite’. Sì, uso questo termine tanto crudo ma reale. Mi torna alla mente una espressione di un salmo (Sl 30/29,7 per chi ne ha pratica) che dice: ‘Ho detto, nella mia sicurezza: mai potrò vacillare!’. E’ proprio questa sicurezza che è venuta meno, e che forse ancora fatichiamo ad accettare. Permane in noi la presunzione: mai potrò vacillare! cioè ‘a me non capiterà’. Forse il tempo che ancora ci sta davanti con questo virus, o magari altro, ci aiuterà a riconciliarci anche con l’idea che non tutto l’uomo riuscirà a dominare, abituati come siamo a manipolare tutto, compresa la vita, a sentirci padroni assoluti di tutto, come se tutto dipendesse esclusivamente da noi e fosse sottoposto al nostro potere.

Con i sentimenti della preghiera dello stesso Salmo, invito i credenti a invocare il Signore perché ci aiuti a uscire da questo ‘pozzo profondo’ dove l’umanità è caduta. Invito ancora ad una preghiera per chi ha perso la vita a causa di questa pandemia o servendo i fratelli che ne erano o ne saranno vittime, invito alla solidarietà e aiuto verso chi ha perso suoi familiari. L’augurio è di pronta guarigione per chi è colpito da questo virus e per tutti di poter presto passare dalla paura alla serenità, dal pianto alla gioia, dall’isolamento forzato alla vita di relazione e dalla preghiera individuale a quella comunitaria nelle nostre chiese. Anche per questo ‘passaggio’ loderemo il Signore, illuminati dal passaggio di Cristo dalla morte alla vita che ci fa affrontare anche il nostro ‘ultimo passaggio’ con fiducia pasquale. Buona e santa Pasqua a tutti”.

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