24/10/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

"Case di riposo a rischio strage"

Questo l'allarme lanciato dai sindacati che oggi incontreranno in videoconferenza il Prefetto di Rovigo, Maddalena De Luca

"Gli anziani nelle case di riposo necessitano del massimo livello di attenzione"

ROVIGO - "L’allarme per l’infezione da Coronavirus, che colpisce in modo grave soprattutto gli anziani, sta interessando tutti quelli che si trovano nelle case di riposo, dove si teme veramente una strage. In provincia di Rovigo ci sono 23 case di riposo, che in questi giorni stanno vivendo momenti di forte ansia ed apprensione. La struttura di Fratta Polesine è quella maggiormente in difficoltà, con ben 40 persone positive al Covid-19, 30 ospiti su 55 e 10 operatori". Ad affermarlo è Stefania Botton, segretaria della Cisl Padova Rovigo.

"Da molti giorni – aggiunge Botton – le OO.SS confederali, congiuntamente, hanno chiesto di mettere in campo tutti gli sforzi per tutelare i nostri anziani nelle case di riposo che sono attualmente, insieme e forse più della sanità, ambienti protetti, delicatissimi e a forte rischio, auspicando che da parte delle istituzioni competenti fossero prontamente attivate tutte le procedure del caso per rispettare quanto previsto dai protocolli e che venissero seguite tutte le linee di indirizzo affinché queste strutture non si trasformassero in veri e propri “lazzaretti”.

Il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca ha accolto il nostro invito e oggi, 7 aprile, ci ha convocati sul tema delle case di riposo, in videoconferenza, alle 17. E’ auspicabile che Sua Eccellenza possa assumere un ruolo di coordinamento di tutti gli attori coinvolti e attivare una task force che promuova gli interventi necessari ed urgenti per arginare il dilagare della pandemia all’interno delle case di riposo.

I nostri anziani rappresentano il nostro tessuto più debole e devono essere messi nelle condizioni di protezione totale, così come tutti coloro che con grande spirito di sacrificio si occupano di loro: medici, operatori socio sanitari, lavoratori delle cooperative che prestano i loro servizi per queste strutture: da chi collabora alla pulizia dei locali a chi si occupa di refezione fino a coloro che sono incaricati di prelevare i rifiuti, che ora diventano più che mai pericolosi, se non sono trattati come tali.

Senza un’adeguata dotazione di dispositivi di protezione, come mascherine, gel, guanti e tute monouso, tutti rischiano di essere contagiati e di diventare essi stessi veicolo di diffusione del virus all’interno e all’esterno della casa di riposo. Un coordinamento provinciale permetterebbe di dare risposte in tempo reale ai bisogni delle singole strutture, evitando l’aggravarsi di una situazione che rischia di divenire incontrollabile. Noi ci impegneremo a dare il nostro contributo affinché questo non avvenga".

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