29/05/2020

LA CAMPAGNA

"Prima guariamo, poi ripartiremo"

L’iniziativa realizzata con “Rovigoindiretta”, “Polesine24.it” e la blogger Chiara Moss

"Ho riscoperto il valore del rapporto umano"

La generosità del Polesine, in questo periodo di grande emergenza sanitaria, è sempre più grande. In nemmeno una settimana più di 1.500 euro sono già stati donati dai nostri lettori per la campagna di raccolta fondi a favore della sanità polesana in questo momento di emergenza a causa dell’espandersi del Coronavirus. E’ il modo che abbiamo scelto per donare una speranza in più a chiunque dovrà affrontare la difficile battaglia contro il Covid-19,una campagna promossa La Voce di Rovigo, Rovigoindiretta e Polesine24.it che, in collaborazione con la giovane blogger rodigina Chiara Moss, raccoglieranno fondi attraverso gofoundme.com. L’obiettivo è l’acquisto di materiale sanitario a favore della sanità del nostro Polesine.

Una campagna per la quale si stanno spendendo molti testimonial del nostro territorio, dalla politica allo sport, dalla cultura allo spettacolo, dall’imprenditoria alla medicina. Dopo il sindaco di Porto Tolle, Roberto Pizzoli, l’assessore regionale veneto Cristiano Corazzari, ecco il primo cittadino di Lendinara, Luigi Viario, che ha sposato la nostra raccolta fondi.
Anche lui ha affidato il suo videomessaggio di sostegno a questa raccolta fondi. E ha risposto a qualche domanda più personale che meramente politica.

Come è cambiata la sua vita in queste settimane di emergenza?
“La mia vita è stata stravolta. Essendo amministratore di vecchia data, quando amministrare non è solo tagliare nastri ma mettere in moto idee, mi sono reso conto che nulla sarà come prima. Sono stato uno dei primi sindaci a firmare un’ordinanza per la chiusura delle scuole, non per una coscienza sanitaria ma per un intimo sentire, ovvero che non era l’emergenza di un giorno. In questi momenti aumenta la responsabilità, non solo per il sindaco che è il responsabile della salute dei cittadini, ma anche per il futuro, per come ci sarà da programmare la ripresa. E invece c’è ancora gente che cavalca questa epidemia con qualunquismo e provocazione, credo sia delinquenziale farlo. Avrei voglia di scendere in piazza in mezzo alla gente per star vicino a tutti”.

Come l’ha spiegata ai suoi figli e ai suoi genitori?
“Ho solo la mamma, mio papà l’ho perso qualche tempo fa. Sia il pranzo che la cena diventano un quesito reciproco, una specie di question time, un dialogo continuo. Al di là delle risorse che ci sono, quelle le troveremo, è come dopo la Seconda guerra mondiale, ripartiremo, non si può più declinare la situazione come fosse dicembre 2019, siamo nel 2020. Quale prospettiva potremo avere? Quella di poter lavorare ancora”.

Qual è la cosa alla quale ha rinunciato con più difficoltà?
“Mi manca il rapporto con la gente, ero abituato a essere sulla piazza ogni giorno, le persone che mi chiedevano consigli e prospettive. Credo che l’elemento fondamentale, non solo come amministratore, è la socialità, L’uomo è un animale sociale, è quello che manca, prima delle conseguenze economiche, che si saranno solo se saremmo vivi e vegeti, prima guariamo e risolviamo la questione, e poi ripartiremo, in un’ottica di relazioni e senso di comunità”.

Cosa ha riscoperto, invece, in questi giorni di clausura quasi totale?
“Ho riscoperto il valore del rapporto umano, ti rendi conto di una cosa quando ti manca. Quando ce l’hai è ovvia e scontata. Le pubbliche relazioni per chi è amministratore ed è impegnato nella società è il rapporto umano, chi fa parte di un segmento che prende spunto dalle relazioni si rende conto che una società senza relazioni non esiste. Il colpo di grazia che rischia di dare questo Covid-19 è alla salute. Martedì 31 marzo noi sindaci saremo davanti ai nostri comuni con la fascia tricolore, e spero che questo non venga interpretato come atteggiamento di mettersi in mostra. Siamo stati invitati dall’Anci ad andare davanti ai nostri municipi col tricolore in ricordo delle vittime, chi è caduto. Dobbiamo pensare alle famiglie che hanno perso i loro cari, noi siamo chiusi in casa ma per la volontà di Dio siamo in salute. Pensiamo invece a chi è in casa e ha dovuto accomiatarsi a un loro caro, salutarlo con una cerimonia funebre quasi clandestina, accompagnarlo al cimitero privo della libertà di poter condividere quel dolore con i famigliari e gli amici. Il nostro pensiero adesso deve andare prima a chi vive questa difficoltà”.
Così il sindaco Viaro invita tutti a donare, anche un solo euro, per sostenere la sanità in Polesine.

Farlo è semplicissimo. Basta cliccare su link e seguire le istruzioni per la donazione attraverso la vostra carta di credito. Oppure andare direttamente su www.gofoundme.com e cercare la campagna di raccolta fondi dal titolo “La tua donazione oggi è ossigeno”. Una volta all’interno della campagna, cliccare su “Fai una donazione” e seguire le istruzioni. Anche un solo euro è importante, perché andrà direttamente a sostenere la nostra sanità in un momento così difficile. Potrete anche condividere la campagna di raccolta fondi anche nei social network, via e-mail, su WhatsApp o Messenger con tutti i vostri contatti. La parola d’ordine è sempre la stessa: donate, perché tutti insieme, uniti, riusciremo a metterci alle spalle anche questo terribile periodo, uscendone più forti di prima.

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