03/08/2021

L’INIZIATIVA

Il regalo dei ragazzi di Porto Alegre (e non solo): le mascherine per affrontare l'emergenza

Si tratta di una mascherina prodotta dalle rete di coop, in tessuto di cotone riutilizzabile fino a 100 volte dopo lavaggio e disinfezione

I profughi ci regalano le mascherine

Anna Fiscale, presidente della cooperativa sociale Quid:

30/03/2020 - 21:23

ROVIGO - La cooperazione serra le fila e fa sistema, ancora una volta reinventandosi e innovando. E ci sono anche cooperative polesane impegnate nella produzione di mascherine anti Covid19. La cooperazione, sentendosi parte della risposta nazionale all’emergenza coronavirus, dà vita a una rete che già oggi vede dodici cooperative del sistema Legacoop impegnate insieme nella produzione di mascherine di protezione igienico-facciali. Cinque delle imprese - per lo più cooperative sociali - sono del Veneto, territorio da cui parte l’idea stessa del progetto: sono la coop veronese Quid (la capofila, impresa che coniuga moda, sostenibilità e inclusione sociale), la padovana Giotto (nota realtà presente in carcere anche con un laboratorio tessile), le rodigine Porto Alegre e Di tutti i colori (entrambe gestiscono un laboratorio di sartoria in cui lavorano persone richiedenti asilo e rifugiati), e ancora Centro Moda Polesano, l’ultimo workers buy out nato in Veneto (coop costituita a fine 2018 da ex lavoratrici di un’impresa in crisi).

L’iniziativa è sostenuta con un finanziamento di 100mila euro da Coopfond, il fondo di promozione di Legacoop, ed è supportata da Legacoop produzione e servizi. Il progetto coniuga e declina alcuni dei valori prioritari del mondo cooperativo: la mutualità, la collaborazione tra cooperative, l’attenzione alla comunità. “Ancora una volta la cooperazione trae ispirazione dal proprio dna generativo e mette in campo tutta la propria capacità di resilienza e di innovazione”, sottolinea Adriano Rizzi, presidente di Legacoop Veneto, che aggiunge: “Si tratta di una vera e propria operazione temporanea di conversione della produzione, coordinata dalla nostra associazione e nata in risposta all’appello unitario delle cooperative per quella che è diventata ormai un’emergenza nell’emergenza, nonché un fattore di criticità nel contrasto al propagarsi dell’epidemia: la grave carenza di mascherine. Dispositivi fondamentali, oltre che per l’ambito strettamente ospedaliero e sanitario, anche per tutti quei servizi essenziali di pubblica utilità (da quelli sociosanitari ai servizi di pulizie e la sanificazione, ma pure della logistica e dei trasporti, fino all’agroalimentare) che vedono impegnate numerose nostre cooperative e che si vuole continuare a garantire”.

La mascherina prodotta dalle rete di coop è in tessuto di cotone, sottoposta a trattamenti antigoccia e antimicrobici, riutilizzabile fino a 100 volte dopo lavaggio e disinfezione, dunque anche sostenibile. Oggi se ne possono confezionare circa 25mila al giorno (oltre il 50 per cento della produzione avviene in Veneto), ma la previsione è almeno di raddoppiarne la quantità grazie all’aggregazione di ulteriori cooperative. Un primo stock di 400mila pezzi è ora in produzione e inizierà ad essere distribuito già dai prossimi giorni.

Per la realizzazione delle mascherine, le cooperative hanno condiviso un tutorial di “formazione a distanza” predisposto dalla stessa cooperativa sociale Quid: “Siamo particolarmente orgogliosi di essere parte di questo progetto di valore condiviso, in cui diverse cooperative sono coinvolte in un bel lavoro di coordinamento e relazione” dice soddisfatta la presidente Anna Fiscale.

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