13/07/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"I nostri prodotti freschi vanno tutelati su tutta la filiera"

L'assessore regionale Pan chiede più controlli

La Regione in soccorso della pesca

ROVIGO - “In questo momento emergenziale e di grande tensione dei mercati agroalimentari dobbiamo essere ancor più vigili per mettere in sicurezza le nostre aziende ed evitare gli immancabili e deprecabili fenomeni speculativi”. Lo ribadisce l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan in riferimento al settore lattiero-caseario e alle segnalazioni pervenute da parte di produttori che si sono visti disdettare i contratti di acquisto del latte crudo o imporre prezzi al ribasso.

“E’ nostro dovere – insiste Pan – tutelare l’intera filiera, a partire dal primo anello, le stalle. Per questo ho scritto anche al Ministro della salute, alla Direzione centrale veterinaria e ai Nuclei antisofisticazioni dei Carabinieri operativi in Veneto perché monitorino con grande attenzione i flussi di latte in entrata e in uscita dalle nostre frontiere. In ogni situazione di emergenza è inevitabile che i controlli si allentino, finendo così per regolare uno spazio di manovra insperato ai soliti ‘ furbetti’ o alla criminalità organizzata, che non conosce frontiere nè i confini di Schengen. Purtroppo la storia delle grandi crisi, dalla peste del ‘600 alla crisi agraria di fine Ottocento, a quella del colera a Napoli 47 anni fa o a quelle più recenti del metanolo o di Chernobyl, rivela che nelle difficoltà di approvvigionamento si insinuano gli approfittatori di turno che riescono ad imporre prezzi e modalità e portano al collasso le aziende più deboli”.

Spero che le autorità di vigilanza ministeriali e i Nuclei dei carabinieri possano svolgere al meglio, con la consueta tempestività, i controlli richiesti sui contratti di filiera – conclude Pan – Non vorrei mai che, al termine di questa crisi sanitaria ed economica, dovessimo constatare che là dove non è arrivato il virus sono arrivati gli speculatori e le mafie, e che ci ritrovassimo a dover contare, oltre al triste novero dei decessi, anche fallimenti e chiusure di imprese che sino ad un mese fa erano sane ed indispensabili nel garantire la nostra catena alimentare”.

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