28/03/2020

L’emergenza

Ancora e sempre al vostro fianco

Edicole aperte, e tutte le mattina La Voce sarà in mano ai lettori: insieme per superare questa emergenza

Ancora e sempre al vostro fianco

La Voce, tutte le mattina in edicola

Come potete vedere, noi ci siamo anche oggi. E ci saremo anche domani e dopodomani, fino a quando le edicole, vero e proprio avamposto di democrazia in quest’epoca di Coronavirus, potranno continuare a rimanere aperte. Speriamo per sempre.

Ci siamo perché fino a quando ci sarà una tipografia attiva e un’edicola aperta vogliamo offrire ai nostri lettori - e a tutti i lettori dei quotidiani - la possibilità di informarsi e di avere una scelta su quale mezzo farlo.

Non è semplice e neppure scontato, in questi tempi, riuscire a realizzare un quotidiano che dia ai lettori una visione ampia della realtà, un quadro della situazione ma anche un’analisi che sappia guardare oltre, ad un futuro speriamo non lontano e in cui ci troveremo tutti a fare i conti con il dopo pandemia.

Dopo il coronavirus nulla sarà più come prima. Pare una frase scontata, da talk show da due soldi. Ma è così. Ecco perché resistere in questi momento di grande difficoltà, offrire ai nostri lettori un’informazione certificata, lontana dalle fake news che impazzano, è un impegno al quale noi non potevamo di certo sottrarci. Nonostante le difficoltà, lo ripetiamo. Difficoltà di una filiera che non ci stancheremo mai di ringraziare (dalle tipografie ai trasportatori, dalla distruzione alle edicole) e di una redazione che non può certamente più vivere e lavorare come si faceva appena un mese fa. E’ cambiato tutto nel tempo di un battto di ciglia. Ma non l’appuntamento del mattino con l’edicola e con il vostro quotidiano.

Quotidiano che abbiamo ovviamente aggiornato e ripensato a tempo di record per andare incontro alle richieste di informazioni dei lettori, ma anche alle esigenze delle famiglie che hanno bambini con i quali trascorrere il tempo, o degli anziani che non vogliono trascorrere le giornate imbambolati davanti alla tv. Da qui le tante pagine che tutti i giorni dedichiamo alle informazioni sull’emergenza coronavirus in Polesine, in Veneto e nel mondo, ma anche la cronaca dalla provincia, tante opinioni da leggere senza fretta, un presidio dedicato allo sport (che è fermo ma freme per ripartire). E poi le pagine dedicate all’enigmistica, quelle con i disegni dei nostri e dei vostri bambini, le favole...

Anche questo, secondo noi, è fare informazione dalla parte della gente, ovvero dei nostri lettori.

E’ il nostro modo di rispondere all’apertura di credito e alla chiamata alla responsabilità che è stata fatta a tutto il mondo dell’editoria dal sottosegretario con delega al settore, Andrea Martella.

Nel momento delle scelte più gravi nella storia della Repubblica, con la chiusura della stragrande maggioranza delle attività produttive, anche questa volta il governo ha deciso che i giornali sono e restano un bene primario. Per usare una metafora troppe volte abusata, ha deciso che i giornali sono davvero una “sentinella” non tanto e non solo della democrazia ma della buona informazione.

Lo avevamo già scritto dieci giorni fa, anche se sembra passato un secolo: una buona informazione non solo non si può e non si deve fermare, ma è veramente un argine, l’ultimo argine contro quel fiorire di fake news che in situazioni come quella attuale rischiano di essere letali quanto il virus. Gli ultimi giorni da questo punto di vista sono stati solo un’avvisaglia di come, senza la mediazione giornalistica, le notizie rischino di diventare armi improprie. Ne sanno qualcosa i contagiati, segnati in tante piccole realtà come untori; ne sanno qualcosa le attività commerciali aperte che hanno rischiato di finire come i forni di manzoniana memoria...

L’ha detto, più volte, e con parole che non potevano essere più chiare il sottosegretario con la delega all’Editoria, Andrea Martella: “Nelle emergenze sanitarie i giornali sono come i farmaci: un antidoto… Mai come in questo momento la carta stampata va tenuta in piedi e non interrotta. Se c’è una lezione da assimilare da questa epidemia, forse è proprio questa: l’informazione deve essere considerata a pieno titolo parte integrante della strategia complessiva di risposta all’emergenza. Va considerata come un servizio pubblico essenziale”. L’apertura delle edicole al pari delle farmacie è dunque un riconoscimento ad un ruolo che noi in primis ora dobbiamo meritare ancora di più; è il segno che in questo Paese si crede ancora alla rinascita civile.

Ai tipografi che nella notte leggeranno queste righe per primi, ai trasportatori, ai distributori e a tutti gli edicolanti un abbraccio forte, per quanto virtuale. Fino a quando resisterete voi, tutti voi, anche noi riusciremo a portare a termine questo compito tanto difficile quando gravoso.

Lo dobbiamo ai nostri lettori, a chi negli anni ci ha dato fiducia e continua a darcela anche in questi momenti tanto dolorosi. Ma lo dobbiamo anche a noi stessi, chiamati ad una prova che nessuno nella categoria - neppure il più temerario fra gli inviati di guerra - avrebbe mai neppure immaginato. Ma basta così, perché ben altri sono gli eroi in questo momento. Eroi del quotidiano: i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, i soccorritori... Raccontare i loro gesti è un altro compito da quale non ci si può sottrarre.

Lo ripeteremo fino alla noia: voi, cari lettori, restate in casa. Ma fatelo con il vostro giornale in mano. State informati e attenti. E tutti insieme, come una vera comunità, ne verremo fuori. Il momento è davvero duro. Ma ce la faremo. Noi ci siamo.

Al vostro fianco.

Come sempre.

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