15/08/2020

CONFINDUSTRIA

"Le misure del decreto 'Cura Italia' sono insufficienti"

Le preoccupazioni di due distretti del Polesine: quello ittico e quello della giostra

Confindustria benedice la fusione

ROVIGO - Il decreto legge “Cura Italia” non convince i presidenti di due associazioni che rappresentano cinque distretti strategici per l’economia non solo regionale: il calzaturiero della Riviera del Brenta, il vetro artistico di Murano, l’ittico di Rovigo e Chioggia, la giostra del Polesine e l’occhiale bellunese. Secondo Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia-Rovigo e Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, da una prima lettura del testo si denota una totale disattenzione nei confronti dell’impresa, il motore economico dell’intero Paese.

Sotto il profilo lavoristico, il decreto legge appare poco chiaro in alcuni passaggi, tra i quali la conversione della Cig ordinaria in cassa Covid-19. Le risorse stanziate per quest’ultima ammontano complessivamente a un miliardo e 300 milioni e sono - dicono da Confindustria “da ritenersi insufficienti. Al massimo, infatti, possono servire per poco più di 350mila dipendenti. Basti pensare che, ad oggi, sono oltre tremila i lavoratori delle imprese associate a Confindustria Venezia-Rovigo che si sono già affidati agli ammortizzatori sociali. Mentre per Belluno lo stesso dato supera le 4mila unità”.

In ambito fiscale, le aziende con più di due milioni di fatturato, una componente fondamentale del Pil italiano, non hanno ottenuto alcuna sospensione, di fatto, per quanto riguarda il pagamento delle imposte, dei contributi previdenziali e dell’Iva. Non è prevista poi la sospensione degli adempimenti legati ad appalti e subappalti e il differimento dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione è irrisorio.

“E’ fondamentale per la tenuta del nostro Paese che al più presto venga emesso un decreto che intervenga sugli elementi chiesti da Confindustria, per favorire la liquidità all’interno delle aziende”, le parole di Marinese. “Agli imprenditori - conclude - bisogna dare certezze”.

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