12/08/2020

ROVIGO

Accusa l'Ulss di aver contratto il coronavirus in ospedale

E' la vicenda denunciata dal datore di lavoro di uno dei positivi. Ma il dg Compostella replica: "Impossibile, nessun focolaio in Polesine"

Accusa l'Ulss di aver contratto il coronavirus in ospedale

ROVIGO - L’accusa è di quelle pesanti: aver contratto il coronavirus all’interno delle strutture dell’ospedale di Trecenta, per essere entrato a contatto - in sala d’attesa - con “altri pazienti, tutti senza mascherina, senza guanti e senza il rispetto delle distanze di sicurezza”. Ma l’Ulss non ha dubbi: “Niente di tutto questo. Soprattutto: non esiste alcun focolaio all’interno del nostro ospedale. Certe affermazioni sono da querela”, dice il direttore generale dell’azienda sanitaria Antonio Compostella. Che tuttavia annuncia che la vicenda non avrà risvolti giudiziari, un po’ perché lo stesso dg capisce il momento critico che tanti cittadini stanno attraversando, un po’ perché “non ho proprio il tempo materiale di far preparare una citazione legale, seguirne l’iter, leggere le carte e firmarle. Stiamo lavorando 24 ore su 24 per il contenimento di un’epidemia sanitaria e per proteggere i polesani dal virus: non abbiamo tempo da perdere con altre questioni”.

La vicenda riguarda uno dei polesani risultati positivi al coronavirus: si tratta di un uomo, 53 anni, residente in Alto Polesine che, nei giorni prima del tampone poi risultato positivo, era stato nel Trevigiano per motivi di lavoro. A ripercorrere la vicenda è il suo datore di lavoro: l’uomo - spiega l’imprenditore - ha “denunciato la sintomatologia solo il giorno 13 marzo pur avendo iniziato ad avere sintomatologie giorni prima”.

Dal canto suo, il dg dell’Ulss spiega di aver citato il caso del lavoratore in questione, nel corso della conferenza stampa per la diffusione del bollettino quotidiano sul contagio in Polesine - “soltanto come esempio, per ribadire l’importanza per tutti di restare a casa e avere meno contatti possibile. Di certo non volevo accusare nessuno. In ogni caso - annuncia Compostella - risponderò privatamente all’imprenditore per spiegargli quanto avvenuto. Inoltre, continuiamo a tenere mappati e a ricostruire tutti i contatti avuti dalle persone risultate positive, per riuscire ad arginare e mettere fine al contagio”.

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