14/08/2020

CORONAVIRUS

L'assessore Marcato chiede aiuti mirati

L'assessore regionale allo sviluppo economico invita il governo a sostenere Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna

L'assessore Marcato chiede aiuti mirati

Per salvare l’economia del paese bisognerà agire con coraggio sul Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Usare il metodo delle emergenze sanitarie, evitare aiuti a pioggia utili alla politica, ma disastrosi per riavviare l’Italia”. Queste le parole di Roberto Marcato, assessore allo sviluppo economico della Regione Veneto, che interviene sulla situazione economica del Veneto lanciando una proposta choc al governo.

“Siamo stati i primi a dire al governo che doveva intervenire con decisione e senza sconti. Siamo stati i primi a dire che l’emergenza economica doveva essere tamponata con misure urgenti e che le deroghe dovevano essere la conditio sine qua non per sostenere quelle Regioni che compongono la metà del Pil nazionale. Ora siamo i primi a dire al governo che, quando si tratterà di intervenire per uscire dall’emergenza economica, il governo dovrà usare lo stesso metodo che viene applicato durante le emergenze sanitarie: intervenire subito su chi, riprendendosi, sarà in grado di risollevare le sorti dell’intero Paese. Non serviranno gli aiuti a pioggia, non serviranno le briciole sparse lungo la penisola. Servirà un intervento deciso, coraggioso, urgente e strutturale che riguardi in primis Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Perché sono le regioni traino del Paese, perché hanno sofferto e stanno soffrendo più di ogni altra Regione, perché dando una priorità emergenziale a questi interventi economici si riuscirà a far ripartire in tempi più brevi l’intera economia del Paese”.

Sulle misure proposte dal centrodestra l’assessore Marcato è assolutamente d’accordo: “Da quando abbiamo iniziato a parlare di questa emergenza non c’è stato un giorno in cui non abbia mostrato la mia totale preoccupazione per la tenuta del sistema economico regionale del nord, e di conseguenza per la tenuta dell’intero sistema. Mi hanno attaccato su Facebook e non solo, accusandomi di pensare solo ‘ai schei’. Io penso alle famiglie. Penso a una parrucchiera o a un barista che devono pagare l’affitto, e che non riescono a portare a casa i soldi per fare la spesa. Altro che ai schei! E sono stato il primo a dire che le misure emergenziali, come la Cig estesa alle micro aziende con un solo dipendente, anche se parente, sono da varare l’altro ieri. Ma poi bisogna pensare oggi a degli interventi strutturali. Altrimenti quando finirà l’emergenza, perché l’emergenza finirà, staremo sei mesi a chiederci come intervenire, dove intervenire, e con quali soldi intervenire. Sembrerò anche cinico, ma ognuno deve fare il suo mestiere. Chi sa di emergenze sa che la macchina funziona se ognuno svolge i compiti che gli sono stati assegnati. Per questo da settimane sto studiando con tutte le categorie d’impresa, gli artigiani e i commercianti, quali possano essere le proposte da portare come Regione Veneto al tavolo di chi decide come si deve affrontare l’emergenza economica. Come quelle sanitaria. Con coraggio, decisione e responsabilità. Ne va del destino non solo del Veneto. Ma di tutto il Paese”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Notizie più lette