21/10/2020

ROVIGO

"Pentolate" alle sbarre in carcere: è caos

I detenuti nel carcere di Rovigo hanno protestato fino all'intervento pacificatore della direttrice

"Pentolate" alle sbarre in carcere: è caos

ROVIGO - La protesta nelle carceri ha sfiorato anche Rovigo. Non una rivolta come avvenuto in tanti penitenziari italiani, con scontri, vittime, fughe e caos, ma una protesta con stoviglie e pentole sbattute contro le sbarre delle celle. Una protesta che fortunatamente non è sfociata in qualcosa di più grave grazie all’intervento della direttrice del carcere di Rovigo Romina Taiani.

Le lamentele alla struttura che sorge lungo la tangenziale sono divampate domenica pomeriggio. Un frastruono che si è propagato in diversi settori del carcere, soprattutto fra i detenuti del secondo piano e di parte del primo. Pentolini e tegami sbattuti contro le sbarre delle finestre con sequenza ritmata per fare il massimo del rumore, il tutto condito da urla e rivendicazioni. Alla base della protesta, come anche in altri istituti di pena, le restrizioni imposte al regime carcerario per l’emergenza coronavirus e il pericolo di diffusione del contagio. Soprattutto la sospensione e la limitazione dei colloqui dei detenuti. Poche ore dopo lo scoppio della protesta lunedì mattina, la direttrice del carcere è andata direttamente al confronto con i detenuti. Romina Taiani è così riuscita a placare gli animi dei reclusi, facendo, in questo modo, rientrare le rumorose polemiche, ed impedendo che la protesta sfociasse in rivolta o in forme di dissenso più acceso o addirittura violento.

Nel carcere di Rovigo i detenuti sono circa 260 mentre gli agenti di polizia penitenziaria sono poco meno di 120. Secondo i rappresentanti delle guardie il personale avrebbe bisogno di rinforzi, almeno una sessantina di agenti in più.

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