29/10/2020

ROVIGO IN LUTTO

In tantissimi per l'ultimo addio ai coniugi

Il commosso abbraccio della città a Luigino e ad Eleonora

ROVIGO - L'affetto, l'amore e il cordoglio sono stati più forti della paura del coronavirus, di quella cappa di cautela e di timore che, ormai da settimane, è calata sul Polesine e sulla città. C'era una piccola folla, all'esterno del cimitero di viale Oroboni, per l'addio a Luigino Ruzzante, 64 anni, elettricista, e a Eleonora Ruzzante, 60 anni, morti assieme, a poche ore di distanza, in un tragico e straziante doppio suicidio avvenuto nella loro abitazione di via Concilio Vaticano II, nel quartiere di San Bortolo, a Rovigo, lo scorso 27 febbraio.

Il funerale in chiesa non è stato possibile, proprio alla luce delle disposizioni prese per arrestare il contagio. Il corteo funebre ha raggiunto direttamente, dall'ospedale di Rovigo, il cimitero di viale Oroboni. Qui, dopo una breve benedizione, si è proceduto alla sepoltura.

La tragedia di Luigino e di Eleonora aveva scosso e sconvolto la città. Secondo le attuali ricostruzioni, quel giorno, l'uomo, arrivando a casa, verso mezzogiorno, aveva trovato la moglie morta. Si sarebbe sparata con la pistola che deteneva per uso sportivo. A quel punto, Luigino avrebbe chiamato il fratello, poi la figlia, residente a Cerveteri, spiegando l'accaduto e annunciando di avere intenzione di fare lo stesso. Poi, si sarebbe sparato con la medesima pistola. Si è spento poche ore dopo, in ospedale.

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