28/10/2020

ALLARME CORONAVIRUS

“Stop alle rette degli asili e del trasporto. In arrivo altre forme di assistenza”

La giunta comunale, su proposta dell’assessore all’istruzione Tovo, ha deciso di aiutare le famiglie del comune di Rovigo in questo momento di difficoltà

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ROVIGO - La giunta comunale guidata dal sindaco Edoardo Gaffeo, su proposta dell’assessore all’istruzione e vicesindaco Roberto Tovo ha deciso di aiutare le famiglie del comune di Rovigo in questo momento di difficoltà. Il decreto ministeriale per il contenimento del Coronavirus di fatto - per quanto necessario, anche a parere del mondo scientifico - sta comportando non pochi disagi alle famiglie costrette a trovare un modo di gestire i figli, rimasti a casa da scuola. Le scuole chiuse con i genitori che, però, devono nel frattempo continuare a lavorare sono diventate un problema anche economico per le famiglie che non possono permettersi di restare a casa da lavoro per badare ai figli, costrette a spendere soldi in baby sitter.

Per questo il Comune di Rovigo ha deciso di intervenire per aiutare, per quanto possibile, i genitori. E lo ha fatto con una delibera di giunta, approvata ieri pomeriggio, il cui oggetto è: “riconoscimento esenzione dal pagamento della quota parte di tariffa sul servizio nidi e sul servizio di trasporto scolastico per mancata fruizione degli stessi”. Una delibera che, in altre parole, esenta i genitori dal pagamento della retta del nido e del trasporto scolastico per il periodo corrispondente alla chiusura delle scuole contro la diffusione del coronavirus.

“Dobbiamo ancora decidere come fare, ma troveremo la modalità migliore - spiega il vicesindaco e assessore con delega all’istruzione, Roberto Tovo - Non sappiamo ancora se sarà un rimborso, o un bonus da utilizzare poi nei prossimi mesi o il prossimo anno. Intanto abbiamo preso la decisione e avviato l’iter”.

Ma non è tutto: “Stiamo decidendo in queste ore quale tipologia di servizio poter offrire alle famiglie in alternativa alle scuole - continua Tovo - Chiaro che non potremo offrire servizi educativi tradizionali, ma abbiamo già in mente alternative attività ricreative messe a disposizione di bambini utilizzando operatori dell’asilo nido”.

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