01/04/2020

IL CASO

Imprenditore positivo al coronavirus, sospende l'attività per tutelare i dipendenti

Si tratta di una chiusura momentanea decisa dall'imprenditore stesso

Due anziani positivi al Coronavirus a Monselice

ROVIGO - L'imprenditore, bassopolesano, è uno dei cinque casi accertati di Coronavirus nella nostra provincia. Non è, per fortuna, grave: presenta sintomi, ma leggeri, è stato ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell'ospedale di Rovigo, in isolamento, come è normale che avvenga in questa fase, ma assolutamente senza nessun motivo di allarme.

La sua impresa, invece, che si trova nel Delta Ferrarese, è chiusa, in questo momento di emergenza. Riaprirà. Lui stesso ha deciso per questo passo, prima ancora che dal tampone, effettuato in ospedale, arrivasse la conferma alla positività. Ha voluto chiudere i battenti, ovviamente temporaneamente, a tutela dei propri lavoratori.

Un esempio di come l'impatto del coronavirus, oltre che sanitario, sia anche economico. I suoi dipendenti, otto ferraresi e sette polesani, si trovano in isolamento domiciliare, con sorveglianza attiva da parte del personale Ulss competente per territorio. Una precauzione, che scatta quando si viene individuati come persone che possono avere avuto contatti con altre persone positive o, comunque, a rischio. Significa che si deve restare in isolamento domiciliare, in contatto col personale dell'Ulss che, a intervalli regolari, si informa, telefonicamente, sulla temperatura e sulle condizioni del paziente. In questo modo, qualora dovessero emergere sintomi compatibili con quelli del coronavirus, scatta il tampone, per verificare la positività a questa patologia.

Una vicenda che torna a porre l’accento su quello che potrebbe essere l’impatto economico, oltre che sanitario, dell’emergenza coronavirus. L’imprenditore, comunque, ha spiegato al personale Ulss di avere avuto pochissimi contatti coi dipendenti nell’ultimo periodo, quindi c’è ottimismo sul fatto di avere bloccato potenziali contagi sul nascere.

Esclusa anche la presenza di un focolaio polesano. Il contagio dell’imprenditore sarebbe infatti riconducibile a una cena col primo contagiato polesano, un adriese che, a sua volta, avrebbe contratto il virus a una precedente cena, a Saonara, con un imprenditore della zona di Vo’ Euganeo. L’isolamento con sorveglianza attiva del personale dipendente dovrebbe terminare il prossimo 11 marzo.

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