22/10/2020

L'INTERVISTA

Come cambia la vita religiosa con l'emergenza coronavirus?

Lo spiega Don Enrico Turcato, responsabile della pastorale giovanile diocesana

ROVIGO - Cosa cambia nella vita religiosa dei fedeli con le misure adottate dai vescovi di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna per l’emergenza coronavirus? Lo spiega Don Enrico Turcato, responsabile della pastorale giovanile. “In primo luogo cambia il modo di approcciarsi alla preghiera, quella pubblica in particolare. Questo tempo di emergenza richiede ai singoli credenti di riprendere a pregare anche da soli. Le chiese rimangono aperte, ed è importante sottolinearlo, ma la preghiera sarà personale, non sarà possibile avere, come già non lo è stato la scorsa settimana, una concentrazione di fedeli, assieme, nella stessa chiesa per la preghiera e, soprattutto, per la liturgia eucaristica ovvero per la Santa Messa”.

“Per quanto riguarda i sacramenti - prosegue Turcato - in particolare il battesimo, i matrimoni e i funerali qualcosa cambia. Sarà possibile celebrare i battesimi alla presenza dei familiare più stretti e dei padrini e delle madrine. I funerali non verranno celebrati in chiesa, è stato stabilito che vengano fatti al cimitero, direttamente nel luogo dove avverrà la sepoltura. La messa esequiale poi verrà celebrata una volta finita l’emergenza. Per quanto riguarda i matrimoni valgono le stesse regole dei battesimi. I matrimoni possono essere celebrati alla sola presenza dei testimoni e dei familiari più stretti”.

Queste misure sono “un gesto di carità e di attenzione”, come ha anche sottolineato il vescovo, monsignor Pierantonio Pavanello, necessarie a salvaguardare la sanità pubblica.

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