01/12/2020

VENETO

“Pediatria di libera scelta, Regione in forte ritardo con la graduatoria unica”

Sulla questione interviene con un'interrogazione Francesca Zottis, Partito Democratico,

“Pediatria di libera scelta, Regione in forte ritardo con la graduatoria unica”

ROVIGO - “Le famiglie che vivono nelle zone carenti di pediatria hanno bisogno di risposte certe: perché a un mese dalla chiusura delle domande non è stata compilata la graduatoria? Questa attesa crea solo ulteriori disagi ai cittadini”. A denunciare l’impasse, sollecitando un deciso cambio di passo è la consigliera del Partito Democratico Francesca Zottis, che ha presentato un’interrogazione per avere chiarimenti sulle tempistiche previste dalla Giunta.

“Il termine per le domande era il 30 gennaio, ma la graduatoria ancora non c’è. Tra convocazione dei candidati e accettazione dell’incarico, potrebbero passare almeno tre-quattro mesi, aggravando i problemi dei residenti. Una programmazione sanitaria del genere è inaccettabile”, attacca l’esponente dem, prima di ripercorrere le tappe della vicenda. “Già la scorsa estate avevamo contestato la delibera che sospendeva la pubblicazione delle zone carenti di pediatria di libera scelta, evidenziando il pericolo di bloccare il territorio e di eventuali scontri legali. E infatti, a ruota, è arrivato lo stop del Tar che ha accolto il ricorso della Fimp e dichiarato illegittimo il provvedimento della Regione, poiché determina una sospensione della pubblicazione delle zone carenti di pediatria di libera scelta, in attesa della riorganizzazione del servizio, senza però definire minimamente durata e modalità. Il rischio del ricorso, con conseguente allungamento dei tempi era praticamente scontato, ma non la Giunta non ha voluto ascoltare.”. E infatti è arrivato il dietrofront obbligato della Giunta che l’8 gennaio ha pubblicato l’elenco degli ambiti carenti e le modalità per presentare le domande. “I termini sono però scaduti da un mese ed è tutto fermo. L’attesa - sottolinea Zottis - non è a ‘costo zero’ per le famiglie che vorrebbero avere un pediatra fisso su cui poter fare riferimento e magari si vedono costrette a portare i figli più grandi dal medico di base, oppure a fare visite a pagamento. E gli esempi sono molteplici, da San Donà a Treviso. Così però si sgretola l’attuale sistema della pediatria di famiglia in Veneto, l’ennesimo attacco al servizio pubblico”.

A questo punto la Regione dica apertamente se vuole proseguire con le graduatorie o tenere tutto bloccato in attesa che finiscano i ricorsi, assumendosi però le responsabilità della scelta e delle sue conseguenze”.

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