26/09/2020

PORTO TOLLE

La Provincia non molla: permessi di pesca ancora fermi

Preoccupazione per l'assessore alla Pesca di Porto Tolle, Tania Bertaggia, che chiede "aiuto" al prefetto

La Provincia non molla: permessi di pesca ancora fermi

PORTO TOLLE - Il Comune di Porto Tolle ha chiesto al prefetto di convocare un tavolo urgente per trattare la questione del rilascio delle autorizzazioni alla raccolta dei molluschi dopo che la Provincia, la scorsa settimana, ha detto un altro “no” alle richieste del Consorzio pescatori. La Provincia ha infatti preannunciato al Consorzio, a mezzo Pec, che non rilascerà il nulla osta alla presentazione delle nuove graduatorie. Sul tavolo, infatti, c’è la questione del rilascio dei permessi professionali per la pesca alle vongole: sono circa una sessantina i permessi non più utilizzati, e congelati ormai da un anno e mezzo, perché i titolari hanno raggiunto i limiti di età e sono andati in pensione.

Dunque, quei permessi possono essere assegnati a nuovi pescatori, che da tempo aspettano rimpolpando le liste d’attesa delle varie cooperative bassopolesane. Difficile dire quanti siano, esattamente, gli aspiranti pescatori che attendono di poter iniziare a lavorare: di certo, soltanto una sessantina di loro potrà sperare di entrare in azione. Sempre che la situazione si sbloccherà. Ma per il momento “la Provincia - scrivono dal Comune di Porto Tolle - sembra voler frapporre continui ostacoli allo svolgimento dell’attività. Le motivazioni addotte dalla Provincia non hanno alcun fondamento. Il comportamento della Provincia è incomprensibile e ci lascia ancora una volta sgomenti”. Per questo, il sindaco Roberto Pizzoli e l’assessore alla pesca Tania Bertaggia hanno chiesto al prefetto la convocazione del tavolo urgente per trattare questa importantissima questione.

“Come assessore - spiega in prima persona la stessa Bertaggia - devo esprimere la preoccupazione poiché, qualora non si dovesse dar corso alle nuove graduatorie, non verranno assegnati circa 60 permessi con gravi risvolti sociali in termini di occupazione”. “Ben 60 famiglie - precisa l’assessore - verranno private di un reddito, e questo è inconcepibile ed intollerabile. La posizione assunta dalla Provincia viola le disposizioni della convenzione sottoscritta con il Consorzio, nella quale le parti si obbligano a raggiungere la massima occupazione, e lede i diritti di tutte le persone che hanno i requisiti per l’assegnazione del permesso”.

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