10/08/2020

LE MISURE

Via l’acqua benedetta dalle acquasantiere delle chiese

Matrimoni solo con i testimoni e battesimi solo con i padrini. Le disposizioni dei vescovi del Veneto

Sospese anche le messe. Funerali sì, ma solo con i parenti stretti

ROVIGO - Via l’acqua benedetta dalle acquasantiere delle chiese, e poi matrimoni solo con i testimoni e battesimi solo con i padrini. Sono le disposizioni delle liturgie religiose ai tempi del coronavirus. Una serie di prescrizioni da seguire durante le cerimonie religiose che sono state definite ieri in un incontro fra i vescovi delle diocesi del Veneto. C’era anche il vescovo di Rovigo Pierantonio Pavanello.

I vescovi si sono incontrati nella sede della Conferenza episcopale triveneto a Zelarino (Venezia) per fare il punto della situazione e condividere alcune linee comuni alla luce del nuovo decreto anticoronavirus.

E così i vescovi del Veneto, come quelli di Emilia e Lombardia, hanno deciso che “per evitare assembramenti di persone l’accesso a tutti i nostri spazi aperti al pubblico (chiese, oratori, patronati, musei) sarà possibile a condizione che a tutte le persone presenti venga garantita la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”. Essendo sospesa la celebrazione delle messe “i fedeli dedichino un tempo conveniente all’ascolto della Parola di Dio, alla preghiera e alla carità; possono essere d’aiuto anche le celebrazioni trasmesse tramite radio, televisione e in streaming”.

E ancora sospesi i funerali, “consentita la benedizione della salma, in occasione della sepoltura, alla presenza dei soli familiari”. La celebrazione di battesimi e matrimoni è consentita alla sola presenza di padrini, testimoni e dei familiari.

E poi la sospensione di sagre, feste patronali, corsi di catechismo, incontri culturali. Rinviate le visite pastorali. L’accesso ai luoghi di culto concesso ai singoli fedeli per la preghiera individuale, a condizione del rispetto delle distanze. Si tolga, inoltre, l’acqua benedetta dalle acquasantiere. Sospese anche le visite per la benedizione annuale delle famiglie. Possibile, invece, per i parroci visitare i malati gravi “per offrire loro conforto spirituale”. Disposizioni che sono vigenti fino al prossimo 8 marzo.

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