05/04/2020

ROVIGO

"Bisognava investire sugli impianti sportivi"

Il capogruppo della lista Menon Sindaco, Mattia Milan, spiega il "no" del gruppo alla ridistribuzione delle risorse alle società sportive

"Bisognava investire sugli impianti sportivi"

ROVIGO - "Venerdì sera è stato votato il nuovo articolo per la distribuzione delle risorse allo società sportive e vi spiego perché il nostro gruppo ha votato contro la configurazione del nuovo articolo". Lo dice Mattia Milan, consigliere di minoranza della lista Menon sindaco, insieme ai colleghi Marco Bonvento, Damiano Sette e Silvia Menon.

"Il tema al centro della questione è sempre stato uno, squisitamente politico: anche nello sport applichiamo una logica progettuale o una logica redistributiva? La prima mi garantirebbe di rinnovare e migliorare uno-due impianti o complessi sportivi all’anno, permettendomi di aumentare il valore del patrimonio sportivo del comune stesso e contemporaneamente offrire spazi idonei e funzionali alla pratica sportiva" spiega Milan. "La seconda - aggiunge - è la politica del consenso: do un po’ a tutti e nessuno potrà lamentarsi. Nel primo caso si parla di sviluppo, nel  secondo caso di sopravvivenza".

"Abbiamo lavorato molto, ci siamo spesi nelle varie commissioni che si sono riunite e pareva che fossimo ascoltati tanto che nella penultima commissione consiliare a cui presenziammo, l’articolo era completamento diverso rispetto a come invece è stato partorito all’ultima seduta di commissione e dunque alla formulazione decisiva arrivata in consiglio comunale - spiega Milan - ricordo: solo la Lega era contraria all’impostazione data e condivisa nelle precedenti commissioni. Quali erano le nostre proposte? Quest’anno il plafond per lo sport ammonta a 120mila euro e il cruccio fondamentale è sempre stato: quale percentuale per la pratica sportiva e quale per la manutenzione?".

"Con buon senso e ponendo grande fiducia nell’amministrazione, la nostra proposta era semplice e diceva questo - precisa il consigliere di minoranza - garantiamo elasticità alla giunta e all’assessore competente di poter 'spostare l’asticella, ossia le percentuali, verso una o l’altra destinazione sulla base delle esigenze evidenziatesi all’ufficio sport. Sono le società sportive che ci danno un indirizzo di spesa. Facendo un banale passaggio di microeconomia, la nostra offerta sarebbe stata guidata e sempre adeguata alla domanda. Era un buon compromesso. L’articolo destinerà minimo il 70% alla pratica sportiva e il residuo alla manutenzione straordinaria. 84mila euro per l’acquisto del materiale sportivo (che in una società sportiva è spesso compensato da sponsor e altri bandi come 'Sportivamente' della Fondazione Cariparo), 36mila euro per ciò di cui veramente abbiamo bisogno, la manutenzione straordinaria, a cui andranno forse le briciole".

"Questa era la priorità e pensate, non lo dico io - ribadisce Milan - in 5 mesi l’assessorato allo sport ha speso 105mila euro per manutenzione straordinaria degli impianti. Allora, la necessità vera qual è e quale era? E’ stato puntuale l’esempio di Marco Bonvento: lo sport è come un computer: si compone di hardware e software. Il primo sono gli impianti, il secondo sono le società. Un ottimo software inserito in un hardware datato ed ormai superato, non gira, non è supportato. La maggioranza ha controbattuto questa tesi e in particolare il consigliere Salvaggio, ha di fatto smentito il 70-30% dell’amministrazione sottolineando che deve esistere una corrispondenza tra entrate e spese correnti e per cui la manutenzione deve attenere ad altri capitoli di bilancio: questi soldi sono per la pratica sportiva".

"A maggior ragione dunque, oltre alla perdita di tempo, la smentita di un articolo scritto in modo ipocrita dai nostri massimi esperti di sport: tanto valeva scrivere chiaro e tondo di mettere tutte le risorse sulla pratica sportiva - riflette Milan - in conclusione, abbiamo aspettato un anno per avere un articolo gemello a quello concepito durante l’amministrazione Lega a nome Bergamin. Oggi esultiamo per i contributi alle società sportive ma manchiamo di progettualità. Si poteva istituire un fondo per la manutenzione straordinaria. Si poteva creare un fondo di co-finanziamento per interventi di riqualificazione energetica. Nulla di tutto questo. Perché? Perché non crea consenso. Non siamo contrari ai contributi alle società sportive ma siamo dispiaciuti per la miopia che ancora esiste sul tema. Con i bandi andrebbe premiata la progettualità non il semplice fatto che esisto. Ma inutile insistere, su questo tema in particolare, il nostro gruppo ha le idee chiare e viaggiamo su un pianeta parallelo dove non si premia l’esistenza e si incentiva la sopravvivenza, ma dove esiste il merito e si premiano le idee".

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