07/08/2020

ROVIGO

"Concordato fallimentare per il Polo natatorio"

E' la proposta del sindaco Gaffeo: "Sarà una soluzione definitiva"

"Concordato fallimentare per il Polo natatorio"

ROVIGO - Soluzione piscine sempre più vicina. Addirittura la proposta potrebbe già passare in consiglio comunale il 10 marzo. Poi, chiaramente, Rovigo non decide da sola. Dovrà ricevere il benestare del giudice. Perché? Perché il Comune è pronto ad una soluzione che potremmo definire inedita. Anzi, la definisce così anche il sindaco Edoardo Gaffeo.

Proporremo un concordato fallimentare ed è la prima volta che un ente locale, per quanto ne sappiamo noi, lo fa - spiega il primo cittadino del capoluogo - In pratica a causa della surroga, noi ci sostituiamo a Veneto Nuoto nel fallimento e proponiamo il concordato fallimentare. Questo significa una notevole complicazione amministrativa: tutti gli uffici stanno lavorando in maniera molto efficiente e devo davvero ringraziarli. Sulle cifre mi serve un ulteriore passaggio in commissione prima di comunicarle alla stampa, preferisco finire di illustrare tutta la proposta ai consiglieri. Poi chiaramente toccherà al giudice decidere perché, ricordo, siamo all’interno di un fallimento”.

“Noi siamo convinti che sia una operazione conveniente – continua Gaffeo – Volevamo ottenere la migliore soluzione possibile tra tutti i possibili scenari che abbiamo di fronte. Dall’attendere che finiscano tutte le cause e affrontare quello che nella peggiore delle ipotesi potrebbe voler dire pagare 18 milioni di euro (ci sono quattro cause in corso) al minimo possibile. Siamo costretti a ragionare in termini di fallimento. Poi se portassimo a casa la proposta, al di là della spesa economica, sicuramente conveniente comunque, il comune tornerebbe in possesso del Polo Natatorio per dare poi lo stesso in gestione a chi, tra l’altro, lo sta già facendo. Solo che non pagheremo più il canone a Veneto Nuoto. In capo a noi resterebbe la manutenzione straordinaria della piscina, abbiamo fatto i conti e ci costerebbe tra i 100mila e i 150mila euro l’anno, molto meno del canone”.

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