30/11/2020

L'INTERVENTO

"Perché gli uffici giudiziari non sono stati chiusi?"

Il commento di Palmiro Franco Tosini, consigliere dell'ordine degli avvocato di Rovigo sulla gestione dell'emergenza Coronavirus

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Mi si consenta di intervenire, anche nella mia veste di Consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Rovigo, per stigmatizzare un comportamento schizofrenico e , comunque, non univoco e lineare nelle direttive impartite, in ordine sparso, o non impartite affatto, a livello regionale per fronteggiare l'emergenza del "coronavirus" in ambito giudiziario.

Ogni Ufficio si comporta come meglio ritiene. Nel nostro Tribunale, qualche magistrato, opportunamente, ha ritenuto di rinviare le proprie udienze, qualcun altro, invece, fa entrare nel proprio ufficio solo gli avvocati e non le parti; c'è infine chi invita i difensori a non far comparire i testi alle udienze penali. Insomma, ognuno fa come ritiene opportuno, assumendo decisioni, o non assumendole affatto, sulle spinte dell'emotività, delle personalissime soggettive preoccupazioni. Nella confusione più totale è giustificabile che i cittadini più emotivi siano stati travolti e contagiati dalla psicosi dell'eccesso.

Allora mi chiedo per quale motivo, ad esempio, non si sia ritenuto, in questa situazione emergenziale, qualora di vera emergenza si tratti, altrimenti si verterebbe forse nell'ipotesi di procurato allarme, di chiudere gli uffici giudiziari che stanno lavorando, peraltro, a mezzo servizio, di rinviare le udienze, evitare concretamente gli assembramenti e gli spostamenti. Mi chiedo perché, chi deve assumersi delle responsabilità, non se le assume e così , come osserva Massimo Gramellini, "mette le mani avanti per pararsi il didietro e chiama senso di responsabilità il suo rifiuto di prendersi responsabilità".

Avvocato Palmiro Franco Tosini, consigliere dell'ordine degli avvocato di Rovigo

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