07/08/2020

DELTA

Il taglio di Scanno Cavallari soluzione per ossigenare le lagune

Ferruccio Cortiana, appassionato del Delta, ha lanciato una proposta per Marinetta e Caleri

Il taglio di Scanno Cavallari soluzione per ossigenare le lagune

DELTA - C’è un’alga, appartenente alla famiglia delle diatomee, dietro la moria delle vongole nelle lagune di Caleri e Marinetta. “Ma attribuire tutte le responsabilità della moria a questa ‘povera alga’ mi sembra in parte fuorviante se si vuole cercare il ‘vero’ colpevole di una simile ecatombe”. A dirlo è Ferruccio Cortiana, un rodigino, pensionato, laureato in scienze economiche e bancarie ma grande amante della natura e del Delta. Che si è - spiega - “documentato abbinando evidenze scientifiche a personali esperienze e riflessioni”, per poi proporre la sua soluzione che ha consegnato all’assessore alla pesca di Porto Viro Valeria Mantovan. “Il ricambio idraulico nelle lagune di Porto Levante e Caleri non è più quello di una volta e la presenza di acque fortemente inquinate non può che compromettere l’attività della venericoltura - spiega Cortiana - e le situazioni ambientali si sono fortemente modificate nel tempo e simili attività di pesca, eccessivamente intensive, difficilmente possono garantire proficui e duraturi risultati economici”.

Le diatomee - analizza Cortiana nel suo studio - sono alghe microscopiche che prolificano in maniera molto ‘esuberante’ in presenza di un eccessivo accumulo di nutrienti azotati e fosforati. L’eccessivo carico di nutrienti azotati e fosforati utilizzati in agricoltura per la concimazione dei campi è pertanto nella filiera delle responsabilità oggettive collegate alla moria delle vongole, una causa primigenia che può determinare effetti ‘scatenanti’ se, al proliferare delle micro alghe si abbinano anche fenomeni atmosferici con ridotte precipitazioni (quindi forte concentrazione di nutrienti) e scarsi ricambi idraulici in lagune non sufficientemente aperte, come nel caso della Marinetta di Porto Levante e della laguna di Caleri”.

Ma - dice - “nel caso della moria di vongole si può pensare ad ‘interventi risolutivi’ solamente cercando di dragare o ampliare le ‘bocche a mare’ delle lagune: la bocca di Caleri, in particolare, attraverso la quale avviene l’80% degli scambi idrici della laguna stessa, risulta attualmente fortemente insabbiata; dragare e ampliare il canale interno della laguna di Caleri, attualmente fortemente insabbiato; di ridurre le ‘strozzature e le secche’ tra Albarella e la Marinetta; rinforzare la massicciata del tratto della diga di sinistra del Po di Levante chiudendo le ‘aperture’ esistenti, ovvero bocche interne che fanno defluire l’acqua del Po direttamente nella Marinetta; e dragare ‘la sezione mediana del corso del Po di Levante’ prospiciente la Marinetta”. “A fronte di tutto ciò - dice ancora - sarebbe in ogni caso da valutare la fattibilità di eseguire il ‘taglio di Scanno Cavallari’ che, favorendo un più diretto ed immediato deflusso in mare del Po di Levante, potrebbe rappresentare un intervento di sicura efficacia, forse meno dispendioso e sicuramente più duraturo nel tempo, il quale consentirebbe anche una rilevante modifica (in meglio) di tutta la dinamica della navigazione interna”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

Notizie più lette