07/08/2020

ROVIGO

Inquinamento, siamo ancora fuori dei limiti

Sono 39 gli sforamenti da inizio anno a Rovigo, e Adria non se la passa meglio

Inquinamento, siamo ancora fuori dei limiti

ROVIGO - L’aria polesana, e rodigina, peggiora. Le vie respiratorie dei cittadini di Rovigo si devono guardare non solo dall’incubo coronavirus, che da giorni sta condizionandola vita di gran parte dei cittadini veneti e italiani, ma anche dalle polveri sottili. Lo smog è tornato infatti a colpire duro. E dopo il superamento della soglia di guardia di domenica scorsa, lunedì c’è stato un nuovo innalzamento della concentrazione di pm 10, arrivato a sfiorare quota 100, che identifica il limite che separa la soglia dell’aria scadente da quella pessima. L’ultima rilevazione utile delle centraline Arpav in città ha fissato l’asticella della qualità dell’aria a quota 90 microgrammi di co2 per metro cubo di aria (la soglia di guardia è 50), a dimostrazione di un peggioramento costante della qualità dell’aria.

Dopo l’effimera tregua dei giorni scorsi, con il livello di smog sceso sotto la soglia di attenzione, sono già due gli sforamenti consecutivi, per arrivare al blocco del traffico ne serviranno 4 di fila sanciti da un bollettino Arpav che attiva la limitazione della circolazione. Il fuori soglia di martedì porta gli sforamenti rodigini dall’inizio dell’anno a 39, in poco meno di due mesi già quattro di più di quelli consentiti in un anno. La situazione di aria cattiva, inoltre è comune a tutto il Veneto, e probabilmente all’intero bacino padano. Martedì scorso valori ben oltre l’asticella 50 in tutte le città del Veneto, tranne Belluno, ovviamente che beneficia della vicinanza alle Alpi. Smog alle stelle in tutto il Polesine, ad Adria, ad esempio le polveri sottili sono arrivate a quota 79, e il giorno prima erano state a quota 77.

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