02/04/2020

ROVIGO

Inquinamento, un altro sforamento dei limiti

Sono già 38 i giorni a Rovigo nei quali sono stati superati i livelli di polveri sottili

Inquinamento, un altro sforamento dei limiti

ROVIGO - Tre giorni di tregua, poi lo smog ha ripreso a rendere irrespirabile l’aria di Rovigo e di gran parte del Polesine. Le ultime rilevazioni dell’Arpav hanno infatti evidenziato altri due superamenti della soglia di guardia. Nel dettaglio, le centraline Arpav hanno evidenziato che domenica scorsa la concentrazione di polveri sottili ha toccato quota 82 microgrammi di pm10 per metro cubo d’aria (la soglia limite è 50). Il giorno prima invece l’inquinamento si è fermato proprio sulla soglia di guardia (50). Dall’inizio dell’anno gli sforamenti sono già stati 38, quando ne sarebbero concessi 35 nell’arco di un anno, a dimostrazione che l’aria in città, e nel resto del Polesine e del Veneto, è pessima da mesi.

Guardando alla situazione del Veneto, si nota come in tutte le città tranne Belluno il livello di smog ha superato la soglia di attenzione. L’inquinamento atmosferico, quindi, è tornato a farsi preoccupante in tutto il Veneto, e probabilmente in tutto il bacino Padano. Situazione che mette a rischio anche la salute delle persone a causa di possibili problemi respiratori. Una situazione che va a sommarsi, quindi, all’allarme coronavirus deflagrato soprattutto nelle regioni del nord Italia negli ultimi giorni.

Tornando a Rovigo per ora non sono previsti blocchi del traffico o altre limitazioni, perché scatti l’ordinanza che ferma le auto più inquinanti, infatti, servono quattro sforamenti di fila, certificati dal bollettino dell’Arpav che sancisca l’accensione del semaforo arancione che innesca l’avvio del primo livello di limitazione alle auto più inquinanti. Nelle scorse settimane il blocco del traffico è già scattato in diverse occasioni, sia nella forma più leggera, sia in quella da semaforo rosso, che ferma anche i furgoni commerciali. L’ordinanza emessa dal Comune di Rovigo nello scorso autunno, analoga a quella di molte altre città del Veneto, prevede anche il contenimento delle emissioni in atmosfera dalle caldaie e dalle centrali termiche attraverso una limitazione del funzionamento degli stessi impianti, per non far salire la temperatura interna negli edifici oltre i 19 gradi. Una limitazione, però, quasi impossibile da verificare, soprattutto nelle strutture private. Lo smog, insomma, continua ad essere una emergenza.

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