10/08/2020

BADIA POLESINE

Luna Park, il re incanta il Rotary

Il Re dei lunapark ha fatto tappa a Badia, ospite del Rotary Club. Si tratta di Alberto Zamperla

BADIA POLESINE - Il Re dei lunapark ha fatto tappa a Badia, ospite del Rotary Club. Si tratta di Alberto Zamperla. Vicentino, erede di un’affermata tradizione familiare e “creatore di fantasia” (come ama definirsi), oggi leader mondiale di un’eccellenza selezionata dai big dell’entertainment è stato presentato dal presidente Martino Beggio, per parlare del core business aziendale: “Costruiamo attrazioni per parchi divertimenti, avvalendoci delle tecnologie più innovative con il controllo di tutto il processo produttivo, allo scopo di realizzare qualcosa che affascina sin dal primo impatto rispettando la sicurezza”.

Erede dell’impero fondato dal padre Antonio, parlata calda e fluente con robusti inserti di sano dialetto vicentino, Alberto Zamperla non è parso omologabile alla consueta figura dell’imprenditore che esterna soltanto su economia, business e modelli di produzione. Esprime a tutto tondo la sua idea di politica, intesa come visione complessiva di servizio al cittadino. Il suo pane è senz’altro il profitto, ma sa commuoversi davanti alla lettera di una madre il cui figlio disabile ha potuto finalmente andare in giostra e divertirsi.

L’azienda ha un fatturato che supera gli 85 milioni di euro, conta 450 dipendenti (190 solo ad Altavilla Vicentina), risponde alle richieste provenienti da ogni angolo del pianeta, “… rispettando tutte le culture”. Senza trascurare il piccolo committente con progetti speciali e dedicati, la Zamperla lavora per i maggiori player del settore: Disney fra tutti, ma anche Coney Island (New York) e Wanda in Cina.

“La gestione di Coney Island, dove storicamente è nato il lunapark agli inizi del novecento, è il nostro fiore all’occhiello”, dice.
Gusto estetico, capacità ingegneristica, sicurezza, innovazione sono i valori aziendali che sostengono il successo ottenuto per il 98% all’estero.

Zamperla lavora con Donald Trump, ma tifa Bloomberg, detesta le gabelle di Stato e le oppressioni di vario tipo, facendo affari disinvoltamente con i regimi a partito unico (perfino in Corea del Nord) “purché offrano opportunità alle nostre industrie”, spiegando che “ … i miei prodotti costituiscono un ammortizzatore sociale, perché se la gente si diverte, non pensa a uccidere o uccidersi, è l’insegnamento dell’Impero romano: panem et circenses”.

Il servizio post vendita e il know out per fare tutto quello che serve per costruire una giostra sono i punti di forza aziendale nel rispetto di normative che sono più stringenti di quelle automobilistiche.

Progetta giostre a “vita infinita” con software simili a quelli della Boeing e della Nasa. Le sue attrazioni possono andare dai 450mila euro ai 6milioni di quelle più complesse.

Quanto all’Italia Zamperla pensa che la politica non aiuti abbastanza l’impresa, soprattutto quella manifatturiera che crea lavoro e non sappia sostenere il made in Italy e promuovere la creatività, che è la nostra arma vincente. Erano presenti alla serata: il presidente del Consorzio veneto district amusement rides (il braccio operativo del Distretto della Giostra del Polesine) Giovanni Rizzati, il district manager di Cna Franco Cestonaro, Lara Chiccoli (Sindaco Bergantino), Anna Marchesini (sindaco di Melara), Giorgio Cuoghi di LightsCo (impresa del settore che dal 2008 collabora con Zamperla), Alberto Previato e Marco Galanti di T2lab e l’assistente di Zamperla Nicolas Trentin.

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