19/02/2020

CAVANELLA PO

“L'immigrazione non si gestisce così”

Sulla protesta avvenuta a Cavanella di Po interviene il capogruppo dem Sandro Gino Spinello

“Profughi: fare luce sulla coop”

ADRIA - Tutto tranquillo a Cavanella Po, il giorno dopo la protesta  da parte di una trentina di richiedenti asilo che si trovano nella struttura residenziale di Borgo Fiorito.

I profughi ospitati nel centro chiedono prima di tutto che venga loro consegnato il contributo mensile di circa 50 euro, il cosiddetto “pocket money” o più semplicemente la “paghetta”, spettante di diritto, visto che tali soldi arrivano a tale scopo alla cooperativa che gestisce la struttura. Inoltre, i profughi chiedono maggiore assistenza sanitaria e cure mediche e pasti più dignitosi. Il sindaco Omar Barbierato ha detto loro di stilare la lista delle criticità, poi sarà costituita una delegazione che avrà a incontrare il prefetto.

Intanto sulla questione interviene con parole durissime il capogruppo dem Sandro Gino Spinello. “La protesta pacifica e molto dignitosa dei richiedenti asilo ancora alloggiati a Borgo Fiorito di Cavanella Po - afferma - offre uno spaccato di come viene concepita e gestita ‘l’emergenza immigrazione’ da certe cooperative sociali. Vale la pena ricordare che questa cooperativa è tristemente nota per le condizioni terribili in cui erano tenuti oltre un migliaio di immigrati nell’ex base militare di Conetta, i cui vertici sono indagati per atti di violenza verso i rifugiati ospiti di alcune strutture della basso padovana. E’ poi la stessa cooperativa che è coinvolta nelle indagini giudiziarie per la gestione degli immigrati in violazione della legge che vede coinvolti funzionari della prefettura di Padova”.

A questo punto Spinello ricorda che “l’adagio popolare ‘lontani dagli occhi lontani dal cuore’ non tramonta mai: infatti quando i richiedenti asilo sono arrivati, con il richiamo mediatico che hanno provocato, era stata garantita la massima attenzione verso questa struttura sia in termini di controllo che di assistenza sanitaria, oggi è calato il disinteresse più totale. Allora propongo al sindaco e al presidente del consiglio comunale di convocare con la massima urgenza una conferenza dei capigruppo che acquisisca, anche recandosi in loco, un quadro esatto della situazione e poi attivare tutti i canali di intervento possibili per risolvere la questione, chiedendo in primo luogo un coinvolgimento del prefetto”.

E conclude: “Una certezza ho comunque già acquisito: non è in questo modo che si fa accoglienza e si gestisce un problema drammatico come quello dell’immigrazione”.

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