13/07/2020

ACCADEMIA DEI CONCORDI

Fine vita, parola agli esperti

Un convegno, dal tema delicato, che ha messo a confronto diverse personalità

ROVIGO - Il moderatore, Gianni Saccardin, ha introdotto il Convegno sul Fine Vita, che si è tenuto in Accademia dei Concordi martedì 4 febbraio, con queste parole:

"Il tema del "Fine Vita" è alquanto complesso e delicato per tutte le implicazioni giuridiche, etiche, morali, sociali, filosofiche, mediche, esistenziali. Entreremo dentro a questo tema con autorevolezza, ma in punta di piedi visto che siamo davanti al mistero della grave sofferenza fisica e psichica di una persona e a quello più inconoscibile e profondo della morte, indissolubilmente legato a quello della vita e al significato che ognuno intende dare della propria vita. Lo affronteremo con la maggior chiarezza possibile per contribuire alla conoscenza e alla riflessione personale; cercheremo di far emergere problematiche e valori in gioco, al fine di contribuire ad una maggiore consapevolezza su una tematica tra le più controverse del dibattito bioetico nel nostro Paese. Si tratta infatti di conciliare due principi, rilevanti bioeticamente, quello della salvaguardia della vita da un lato e dell'autodeterminazione del soggetto dall'altro; di interrogarci in che cosa consista il diritto alla vita e se esista un diritto alla morte; quali siano in principi etici a cui ispirarsi. e in quale dimensione si collochi l'intervento del medico, chiamato a dare risposta alla richiesta del paziente, lui che ha come stella della sua professione la cura della vita, la salvaguardia della vita.

Il primo relatore, Prof. Mario Bertolissi Ordinario di Diritto Costituzionale presso l'Università di Padova è entrato nei contenuti della sentenza della Corte Costituzionale, n.242 del 25 settembre 2019, relativa alla vicenda giuridica, conosciuta come il caso DJ FABO-MARCO CAPPATO, che si è pronunciata nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 580 del codice penale (che prevede sia punito con la reclusione, "Chiunque agevola l'esecuzione del suicidio"), promosso dalla Corte di Assise di Milano, nel procedimento penale a carico di Marco Cappato. Il professor Bertolissi ha restituito tutta la complessità del giudizio della Corte Costituzionale che ha dichiarato parzialmente illegittimo l'art. 580 ritenendo "non punibile, a determinate condizioni, chi agevola l'esecuzione del proposito di suicidio condizioni, condizioni che potranno essere considerate da parte del legislatore per la quale la Corte ha auspicato "un intervento legislativo indispensabile".

Il secondo relatore, Prof. Giovanni Zuliani Ordinario di Medicina Interna, Università' Di Ferrara; e Primario del Reparto di  Medicina Interna Universitaria, Ospedale S. Anna, Cona, Ferrara, ha affrontato il problema, non secondario, della gestione del fine vita nell'anziano, focalizzandosi sul tema specifico della gestione dell'anziano con demenza in fase avanzata e sul suo ricovero, spesso inappropriato, in ospedale, ambiente ad alta tecnologia.

Per l'occasione ha presentato i risultati di una  indagine che ha realizzato coinvolgendo geriatri, neurologi e psichiatri che operano sia in strutture per anziani, che in ospedale, provenienti da tutta Italia. Ne è uscita la necessità di formazione non solo della classe medica, ma anche dei parenti dei pazienti nonché la sempre maggior importanza della relazione medico-paziente nell'accompagnamento di questi ultimi nella parabola finale della loro vita.

Il terzo relatore Mons. Pierantonio Pavanello Vescovo di Adria e Rovigo ha richiamato la necessità di riscoprire una sapienza etica nell'affrontare la morte, auspicando il recupero di una visione religiosa della vita sia per il credente che per il non credente per la quale l'uomo non è l'assoluto padrone della vita. La chiesa , ha detto, non approva né l'eutanasia né l'accanimento terapeutico  è piuttosto a favore della proporzionalità delle cure e per il principio di prossimità responsabile che non abbandona mai il malato ma si prende cura di lui. La chiesa non è contraria alla sedazione palliativa profonda nei casi e con le modalità previsti dalla legge.

Il quarto relatore Prof. Giovanni Boniolo ordinario di Filosofia della Scienza e medical humanities presso l'Università di Ferrara è entrato dentro alle questioni etiche in gioco nel fine vita. Nella sua relazione si è domandato cosa significhi morire nel XXI secolo; come occorra ripensare alla morte nella sua naturalità; come sia essenziale l'accompagnamento del paziente morente, e come sia importante recuperare il rapporto medico-paziente, l'empatia e la compassione dato che ogni paziente è unico.

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