10/08/2020

CORONAVIRUS

Si attende il ritorno di una decina di bimbi nelle scuole del Polesine

“Non sappiamo se riusciranno a tornare” commenta il dg Compostella

"La Cina non dice la verità sul contagio"

ROVIGO - Sono già una decina i nominativi di bimbi cinesi segnalati dalle scuole polesane all’Ulss 5 a seguito delle direttive, basate sulla collaborazione tra enti, impartite a scopo precauzionale dell’azienda sanitaria locale nella prevenzione del Coronavirus, il virus cinese che sta facendo tremare il mondo.

L’Ulss 5 Polesana, venerdì pomeriggio della scorsa settimana aveva inviato una nota a tutte le scuole del territorio per chiedere i nominativi dei bimbi cinesi di rientro, o di presunto rientro, dalla Cina. E oggi, tra mattina e pomeriggio, sono cominciate ad arrivare le prime segnalazioni dalle scuole. Non tutte, chiaramente, hanno già risposto all’appello, ma i bimbi segnalati sono circa una decina. Uno dei quali già escluso dalla lista perché ritornato in Polesine già da tre mesi, non compatibile quindi con la possibilità di contagio.

"Le scuole hanno cominciato a rispondere alla richiesta - spiega il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella - Nello specifico noi abbiamo chiesto alle scuole di inviarci i nominativi dei bimbi cinesi che si sono assentati per un lungo periodo da scuola e che sono di ritorno. Le scuole ci hanno mandato soprattutto segnalazioni di casi di bimbi i cui genitori avevano appunto avvisato della lunga assenza da scuola dei bambini. Compatibile con l’ipotesi di un ritorno in patria. Un caso lo abbiamo già escluso perché il bimbo era tornato ormai da tre mesi. Per gli altri attendiamo notizie. Non sappiamo, infatti, allo stato attuale se riusciranno a tornare in Polesine visto che la Cina ha chiuso gli aeroporti".

Nel frattempo, i governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige hanno scritto una lettera comune al Ministero della Sanità chiedendo che il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina sia applicato anche ai bambini che frequentano le scuole. "In realtà il nostro protocollo, quelle Ulss 5 Polesana già prevede la quarantena, così come è stato appliacato nei casi dell’Altopolesine e di Corbola - commenta il direttore Compostella - Chiaramente non possiamo obbligare nessuno ma grazie alla collaborazione tra enti ed istituzioni possiamo raggiungere queste persone e spiegare le misure precauzionali sperando che, come nei due casi in Polesine, accettino di adempiere alle norme di prevenzione del nostro protocollo. La situazione, comunque, è in continuo mutamento".

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