09/08/2020

ADRIA

Sgombero di abusivi da Corte Guazzo

La segnalazione del consigliere del Pd, Spinello, in consiglio comunale

Sgombero di abusivi da Corte Guazzo

ADRIA - Corte Guazzo diventato alloggio abusivo per qualche spiantato: solo l'intervento delle forze dell’ordine avrebbe allontanato gli occupanti. Tempo addietro ai piedi della scalinata della torretta del birdwatching erano state rinvenute delle siringhe, quasi sicuramente usate da tossicodipendenti, così pure i primi scalini di legno erano semibruciati.

A richiamare l’attenzione su Corte è il capogruppo dem, Sandro Gino Spinello che ha presentato un’interrogazione al sindaco che sarà discussa nel prossimo consiglio comunale. “A quanto mi è dato sapere - riferisce l’esponente Pd - che ci sarebbe stato un intervento delle forze dell’ordine per fare sloggiare alcuni individui che stavano bivaccando all’interno dello stabile di Corte Guazzo. In passato mi era già stato fatto presente che la struttura era stata ‘cannibalizzata’, che erano stati violati gli ingressi dell’immobile e asportati suppellettili e materiali vari”. Allora Spinello vuol sapere “se l’amministrazione comunale è a conoscenza del fatto specifico accaduto e più, in generale, della situazione all’interno di Corte Guazzo”.

A questo punto l’ex sindaco spiega: "Siamo stati informati nella conferenza dei capigruppo che sarebbero sorte difficoltà a livello di sottoscrizione del rogito notarile per definire il passaggio della proprietà dal Comune all’Ulss”. Spinello chiede che vanga fatta chiarezza su quattro aspetti: primo, essere aggiornato sulla situazione; secondo, essere informato sullo stato di realizzazione degli impegni che la direzione Ulss si era assunta per rivitalizzare la struttura di Corte Guazzo come punto di riferimento della riabilitazione psichiatrica del nostro territorio; terzo, avere delucidazione sulle scelte che dovrebbero portare alla chiusura di psichiatria all’ospedale adriese, assieme a quella di Trecenta e il suo trasferimento in un unico reparto al quarto piano dell’ospedale di Rovigo; quarto, sapere quando è previsto l’eventuale trasferimento.

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